La Nuova Sardegna

Olbia

Il sindaco: ospedale nell’incertezza

Biancareddu interviene in vista dell’incontro della Maddalena sulla Sanità

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TEMPIO. Andrea Biancareddu non fa pretattica. Alla vigilia dell’incontro odierno alla Maddalena, voluto dal Consiglio per le autonomie “a sostegno delle comunità territoriali contro l’annunciata riforma sanitaria”, ribadisce in una conferma stampa la sua ferma intenzione di dare battaglia contro la riforma sanitaria. Al suo fianco il presidente dell’Unione dei Comuni, Agostino Pirredda e l’assessore Francesco Quargnenti.

«Anche recentemente, dopo l’approvazione della proposta di riforma sanitaria da parte della Commissione alla Sanità - attacca Biancareddu -, ho detto che in alta Gallura la guardia sarebbe rimasta altissima sino all’accettazione concreta delle nostre richieste da parte del consiglio regionale. Proprio per questo non si capisce perché la riforma, per taluni ospedali, contenga l’elenco dettagliato dei servizi di cui saranno forniti e per altri, fra cui il Paolo Dettori, invece, si parli genericamente di Dea di primo livello senza elencare i servizi. Stanno presentando una legge criptata la cui interpretazione e qualunque tipo di scelta, una volta approvata dal Consiglio, verrà lasciata poi al solo direttore generale dell’Ats, Fulvio Moirano. Un tagliatore di teste al quale noi non firmeremo mai una delega in bianco su nulla, né tanto meno sulla nostra salute. Le sole attuali promesse non bastano. Perché quando si parla ufficialmente di riforme e relative concessioni, Tempio, non viene mai menzionato? Si parla invece dettagliatamente di Alghero, di Lanusei, di Ozieri, di San Gavino e altri ospedali ancora. Al Cal chiederemo che si adoperi per ottenere che il Consiglio regionale elabori una legge chiara che permetta invece ad ogni comunità di capire cosa sta succedendo». Biancareddu sul principio della chiarezza è irremovibile. «Non ci si può chiedere di sottoscrivere un patto - spiega -, senza conoscere le condizioni e pretendendo solo che ci si fidi. Noi non ci fidiamo, chiediamo di capire senza le interpretazioni di chicchessia, cosa si intenda fare della nostra salute e del nostro futuro sanitario».

Lunga la cronistoria di questi ultimi tormentati mesi. «E’ stato un tour de force faticosissimo durante il quale, in alcuni momenti si aveva l’impressione di parlare ai sordi - dice Biancareddu, ricordando i diversi incontri ad Olbia, alla Maddalena, ad Abbasanta, per ben tre volte, e a Cagliari per altre 6 volte -. In tutte le sedi ho spiegato i disagi sanitari del territorio. Con i colleghi incontriamo il Cal, legittimati dal viatico di una manifestazione popolare di migliaia di persone che ci hanno delegati a rappresentarli e a difenderli». (a.m.)



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