Ingoia un chilo di coca, latitante in cella
di Giampiero Cocco
Corriere romeno di 35 anni arrestato dalla Polizia per traffico di stupefacenti destinati al mercato della Costa Smeralda
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OLBIA. Il corriere romeno arrestato, domenica mattina, con un chilo e due etti di cocaina nella pancia non aveva fatto i conti con il Sis, il Sistema informativo Schengen, la banca dati che racconta vita e miracoli di ogni cittadino comunitario. Gli uomini del commissariato della polizia di Stato di Olbia, guidati dal vice questore Fabio Scano, hanno impiegato pochi attimi, attraverso la loro rete informativa, a capire che N.A.O., 35 anni, il personaggio appena sbarcato a Olbia e che aveva preso alloggio in un albergo cittadino, aveva a che fare con il traffico internazionale di droga.
La Spagna, dove deve ancora scontare una pena detentiva per possesso di cocaina, aveva emesso un ordine di cattura internazionale nei suoi confronti, da qui l’immediata visita dei poliziotti nella stanza dell’uomo. Il quale, nel frattempo, aveva già “recuperato” mezzo chilo di cocaina, adeguatamente confezionata in ovuli non digeribili, ed era in attesa di evacuarne altri 65, per circa 700 grammi. Il trentacinquenne romeno, alle prime ore del giorno di domenica scorsa, è stato quindi accompagnato in ospedale per unaTac e per completare, sotto osservazione medica, l’evacuazione degli ovuli di cocaina che aveva ingerito prima della sua partenza da una città del centro Italia.
Gli agenti della squadra investigativa guidati dal vice questore Fabio Scano, recuperata la droga – la cocaina, allo stato quasi puro, una volta tagliata dai trafficanti e immessa nel mercato locale avrebbe fruttato all’incirca duecentomila euro –, si stanno dedicando a scoprire, in assenza di indicazioni da parte dell’arrestato (il quale dovrà comparire nelle prossime ore davanti al Gip del tribunale di Tempio) a quale gruppo di spacciatori fosse destinata la droga. Al setaccio il cellulare trovato in possesso dell’uomo, e dal quale risultano alcune chiamate verso una utenza sarda, e alcuni appunti rinvenuto nella tasca di un pantalone.
Gli investigatori della polizia di Stato ipotizzano, sulla scorta di tali rinvenimenti, che la ingente quantità di sostanza stupefacente fosse destinata al trafficanti locali che operano sulla Costa nord dell’isola, con predilezione per le località turistiche di maggiore richiamo come Porto Cervo, Cannigione e Palau.
Il corriere romeno ieri mattina, dopo avere completato la evacuazione (aveva ingerito oltre cento ovuli), è stato trasferito in una cella del carcere di Nuchis in attesa dell’udienza di convalida al tribunale di Tempio. Non vengono esclusi ulteriori sviluppi dell’inchiesta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La Spagna, dove deve ancora scontare una pena detentiva per possesso di cocaina, aveva emesso un ordine di cattura internazionale nei suoi confronti, da qui l’immediata visita dei poliziotti nella stanza dell’uomo. Il quale, nel frattempo, aveva già “recuperato” mezzo chilo di cocaina, adeguatamente confezionata in ovuli non digeribili, ed era in attesa di evacuarne altri 65, per circa 700 grammi. Il trentacinquenne romeno, alle prime ore del giorno di domenica scorsa, è stato quindi accompagnato in ospedale per unaTac e per completare, sotto osservazione medica, l’evacuazione degli ovuli di cocaina che aveva ingerito prima della sua partenza da una città del centro Italia.
Gli agenti della squadra investigativa guidati dal vice questore Fabio Scano, recuperata la droga – la cocaina, allo stato quasi puro, una volta tagliata dai trafficanti e immessa nel mercato locale avrebbe fruttato all’incirca duecentomila euro –, si stanno dedicando a scoprire, in assenza di indicazioni da parte dell’arrestato (il quale dovrà comparire nelle prossime ore davanti al Gip del tribunale di Tempio) a quale gruppo di spacciatori fosse destinata la droga. Al setaccio il cellulare trovato in possesso dell’uomo, e dal quale risultano alcune chiamate verso una utenza sarda, e alcuni appunti rinvenuto nella tasca di un pantalone.
Gli investigatori della polizia di Stato ipotizzano, sulla scorta di tali rinvenimenti, che la ingente quantità di sostanza stupefacente fosse destinata al trafficanti locali che operano sulla Costa nord dell’isola, con predilezione per le località turistiche di maggiore richiamo come Porto Cervo, Cannigione e Palau.
Il corriere romeno ieri mattina, dopo avere completato la evacuazione (aveva ingerito oltre cento ovuli), è stato trasferito in una cella del carcere di Nuchis in attesa dell’udienza di convalida al tribunale di Tempio. Non vengono esclusi ulteriori sviluppi dell’inchiesta.
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