l’emergenza
La giungla sul rio Siligheddu, arrivano le prime ruspe
OLBIA. Dopo l’allarme lanciato dagli abitanti di Maltana, ieri mattina le piccole ruspe del Comune si sono subito messe all’opera per disboscare gli argeni del rio Siligheddu pericolosamente...
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OLBIA. Dopo l’allarme lanciato dagli abitanti di Maltana, ieri mattina le piccole ruspe del Comune si sono subito messe all’opera per disboscare gli argeni del rio Siligheddu pericolosamente trasformati in una giungla che impedisce il decorso dell’acqua. Un lavoraccio. Occorrerà, infatti, parecchio tempo per eliminare sterpaglie e sporcizia che proliferano nel letto del fiume e che sbarrano in alcuni tratti il suo deflusso. Una corsa contro il tempo, prima che arrivino le piogge autunnali. Nei prossimi giorni il caldo afoso dovrebbe diminuire, sono annunciate piogge. Cosa che mette in agitazione gli abitanti di Maltana, così come gli altri rioni periferici della città colpiti da due alluvioni.
«Speriamo che il Comune intervenga presto, qui siamo preoccupati – dicevano l’altro ieri i residenti di Maltana – abbiamo visto delle persone che facevano un sopralluogo qui, nei giorni scorsi, ci auguriamo che sia per la pulizia». Detto e fatto, ieri lungo il corso del fiume si è materializzata la prima piccola ruspa in azione per rimovere la vegetazione proprio in via Siligheddu, dove si registra una delle situazioni più critiche. Qui le canne e la vegetazione proliferano nel letto del fiume che quasi scompare alla vista. Su un lato, ad un certo punto, l’argine si interrompe, venuto giù con la prima alluvione, nel 2013, e mai ricostruito.
«Speriamo che il Comune intervenga presto, qui siamo preoccupati – dicevano l’altro ieri i residenti di Maltana – abbiamo visto delle persone che facevano un sopralluogo qui, nei giorni scorsi, ci auguriamo che sia per la pulizia». Detto e fatto, ieri lungo il corso del fiume si è materializzata la prima piccola ruspa in azione per rimovere la vegetazione proprio in via Siligheddu, dove si registra una delle situazioni più critiche. Qui le canne e la vegetazione proliferano nel letto del fiume che quasi scompare alla vista. Su un lato, ad un certo punto, l’argine si interrompe, venuto giù con la prima alluvione, nel 2013, e mai ricostruito.
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