LURAS
Giua: emergenza idrica, non è colpa nostra
Assessore e sindaco replicano alla minoranza: «Da anni lottiamo per l’acqua della diga
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LURAS. La maggioranza risponde alle accuse lanciate, su più fronti dall’opposizione. «Per l'emergenza idrica - spiega l'assessore all'Ambiente Piero Giua - c'è un'ordinanza sindacale che vieta l'acqua per uso umano e nessuno deve usarla come in altri paesi galluresi. E' in fase di avvio una richiesta ad Abbanoa per il deprezzamento del costo dell'acqua, erogata per potabile e pagata come tale, quando non lo è. La maggioranza, nella mia persona e del sindaco, da anni combatte in tutte le sedi per riavere, insieme agli altri Comuni consorziati, l'acqua della diga sul Limbara: grazie all'impegno di tanti sindaci uniti, la Regione ha ristanziato i soldi per il collaudo dell'opera e le condutture di adduzione ai paesi, che risolveranno il problema della bontà dell'acqua. Struttura che poteva essere risolta dai sindaci di allora, Pirisinu compreso». E il sindaco Marisa Careddu aggiunge: «La maggioranza ha in atto con il Comune di Calangianus una richiesta di finanziamento alla Regione per rifare le reti di adduzione dal Limbara dell'acquedotto Luras-Calangianus (martoriato da continue rotture) che porta l'acqua alle fontanelle pubbliche. Anche a questo rifacimento radicale potevano pensare i sindaci precedenti anziché criticare ora sterilmente. Sui pozzi di Manunta: nell'80 il sindaco Pirisinu intervenne sull'area in un unico progetto che prevedeva trivellazioni, realizzazione di vasche di accumulo e antincendio con strada di accesso. Si partì 60 milioni di lire (regionali) e si finì con oltre 150. Dei 16 pozzi in progetto solo uno è stato annullato in fase costruttiva del palazzetto. E poi le recinzioni: perché non le ha fatte chi era sindaco dall'80 al 2001 lasciando espropri non pagati?. Abbiamo deciso di avvalerci dell'istituto della permuta, previsto per legge, per la realizzazione del confine di una area del Palazzetto realizzato con fondi Pia cedendo a privati un esiguo tratto di area contro un costo di recinzione di 17mila euro, ben superiore al suo valore». (s.d.)
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