Assessora cacciata, arrivano altre accuse contro Biancareddu
di Angelo Mavuli
Documento unitario di Pd, Tempio Libera e Sinistra Italiana Basta silenzi: cittadini e Consiglio devono essere informati
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TEMPIO. «Il sindaco Andrea Biancareddu sulla mancanza di informazioni alla città e alle forze politiche con la cacciata dell’assessore Alessandra Amic, oltre che venir meno a un preciso obbligo normativo di comunicazione al consiglio comunale, trasgredisce anche ad un preciso obbligo civico di correttezza e di trasparenza». L’accusa nei confronti del primo cittadino tempiese, arriva attraverso un comunicato stampa unitario, a firma della segreteria del Pd, retta da Mario Addis, già espressosi sull’argomento nei giorni scorsi, di Sinistra Italiana, guidata da Giovanni Tendas e del gruppo consiliare di minoranza Tempio Libera e Democratica, capeggiato da Antonio Balata che, con Monica Liguori, aveva anch’esso espresso, le proprie perplessità.
Le accuse. «Sono passati una settimana e un giorno dalla cacciata dell’assessore Alessandra Amic e il sindaco di Tempio non sente ancora il dovere di informare i cittadini e il consiglio comunale sulle ragioni del suo gesto. Un gesto - accusa il comunicato -, che nella storia della nostra città equivale a un record. Biancareddu infatti è il primo sindaco di Tempio che, nottetempo, caccia via un assessore, rifiutandosi di informare la città e il Consiglio su un gesto che per modi e tempi appare irragionevole e dannoso».
Tempi e silenzi. «Evidentemente però - scrivono ancora i tre schieramenti politici -, i tempi operativi di Biancareddu sono questi. D’altronde non si può dimenticare che, alcuni mesi fa, per rispondere ad una lettera dell’Assl che annunciava il trasferimento del Servizio Veterinario da Tempio ad Aggius, ha atteso quattro mesi. Nel frattempo il servizio era già stato trasferito. A questo punto - affermano ancora gli esponenti dei tre schieramenti -, è lecito chiedersi su quanti altri argomenti inerenti la nostra città, abbia taciuto il sindaco di Tempio. capace anche di tacere su un fatto così grave come la cacciata immotivata di un assessore».
I più deboli. «Il comunicato, a tratti molto duro, esprime la preoccupazione per la mancata riassegnazione delle deleghe assessoriali, «con il serio pericolo di mettere a rischio la corretta erogazione di alcune prestazioni». Al sindaco si chiede di provvedere alla surroga immediata di Amic con un’altra donna, (come da legge), per evitare il blocco dei servizi nei confronti dei più deboli e di sapere le ragioni ufficiali del defenestramento. Che non può essere -, scrivono sarcasticamente -, un problema di efficienza. Se così fosse, infatti, il sindaco dovrebbe essere il primo a dover andar via. Né, tanto meno, può essere la diversità di opinioni sulla interpretazione della legge. Sulla quale, sia detto per inciso - scrivono i tre -, il sindaco sbaglia».
Il documento chiede infine, la convocazione urgente del consiglio comunale.
Le accuse. «Sono passati una settimana e un giorno dalla cacciata dell’assessore Alessandra Amic e il sindaco di Tempio non sente ancora il dovere di informare i cittadini e il consiglio comunale sulle ragioni del suo gesto. Un gesto - accusa il comunicato -, che nella storia della nostra città equivale a un record. Biancareddu infatti è il primo sindaco di Tempio che, nottetempo, caccia via un assessore, rifiutandosi di informare la città e il Consiglio su un gesto che per modi e tempi appare irragionevole e dannoso».
Tempi e silenzi. «Evidentemente però - scrivono ancora i tre schieramenti politici -, i tempi operativi di Biancareddu sono questi. D’altronde non si può dimenticare che, alcuni mesi fa, per rispondere ad una lettera dell’Assl che annunciava il trasferimento del Servizio Veterinario da Tempio ad Aggius, ha atteso quattro mesi. Nel frattempo il servizio era già stato trasferito. A questo punto - affermano ancora gli esponenti dei tre schieramenti -, è lecito chiedersi su quanti altri argomenti inerenti la nostra città, abbia taciuto il sindaco di Tempio. capace anche di tacere su un fatto così grave come la cacciata immotivata di un assessore».
I più deboli. «Il comunicato, a tratti molto duro, esprime la preoccupazione per la mancata riassegnazione delle deleghe assessoriali, «con il serio pericolo di mettere a rischio la corretta erogazione di alcune prestazioni». Al sindaco si chiede di provvedere alla surroga immediata di Amic con un’altra donna, (come da legge), per evitare il blocco dei servizi nei confronti dei più deboli e di sapere le ragioni ufficiali del defenestramento. Che non può essere -, scrivono sarcasticamente -, un problema di efficienza. Se così fosse, infatti, il sindaco dovrebbe essere il primo a dover andar via. Né, tanto meno, può essere la diversità di opinioni sulla interpretazione della legge. Sulla quale, sia detto per inciso - scrivono i tre -, il sindaco sbaglia».
Il documento chiede infine, la convocazione urgente del consiglio comunale.
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