Istituto San Vincenzo la storia della città tra i banchi di scuola
di Giandomenico Mele
In via De Filippi hanno studiato generazioni di olbiesi Tra elementare e materna, oggi a lezione 150 bambini
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OLBIA. Tradizione, istruzione e formazione. Il trittico dell’eccellenza compone naturale corollario per l’Istituto di San Vincenzo de’ Paoli, storica scuola paritaria di Olbia, che ha superato con grande slancio più di mezzo secolo di vita.
La scuola primaria esiste dal 1950, mentre quella dell’infanzia dal lontano 1932. All’epoca le aule erano ospitate nello Scolastico, l’edificio di corso Umberto che ha rappresentato la culla per intere generazioni di studenti olbiesi. Un piccolo popolo di studenti che rappresenta la forza vitale di una scuola paritaria che infonde conoscenze e insegna a vivere all’interno di una cultura cattolica che rispetta e comprende anche le altre confessioni religiosi. Nell’ultimo anno scolastico sono stati 88 gli alunni delle elementari, 31 quelli della scuola materna e 15 bambini della sezione sperimentale. Poi ci sono i 15 alunni che vengono accolti gratuitamente. «Parliamo di bambini che appartengono a famiglie che conosciamo e che aiutiamo, sempre in rapporto con il Comune al quale queste persone con situazioni economiche difficili si rivolgono – spiega suor Maria Rosaria Preziosi, direttrice della scuola –. Noi siamo come una piccola comunità: sette suore, ma anche insegnanti laici. La gestione è affidata all’istituto San Vincenzo e la nostra missione è quella di imprimere un valore sociale e i principi cristiani all’insegnamento».
Il fatto che la scuola abbracci una confessione cattolica, insegnata anche nelle ore di religione, non impedisce, anzi incentiva il principio di accoglienza e multiculturalismo che consente di abbracciare anche bambini di altre religioni: nella scuola ci sono alunni di religione musulmana perfettamente integrati, che vanno a messa, rispettano le festività religiose dei loro compagni, non hanno mai dato segni di disagio davanti ai simboli del cristianesimo come il crocifisso in classe, il presepe o le festività natalizie. «Ho iniziato a insegnare qui dai primi anni ‘80, erano tempi in cui c’era il lavoro e si stava bene, anche se la nostra non è mai stata una scuola d’élite, dal momento che da noi sono sempre state rappresentate tutte le classi sociali – racconta suor Preziosi –. Tutti i bambini sono stati sempre accolti da una scuola cattolica paritaria che ha sempre visto la sua missione di sostegno per i più bisognosi, che nel tempo è diventata anche un punto di riferimento per persone economicamente in difficoltà». Quest’anno poi ricorre il 400esimo anniversario dalla nascita della Congregazione di San Vincenzo de’ Paoli, caratterizzata da una vocazione al volontariato. In questo senso, l’istituto scolastico di via De Filippi a Olbia non si discosta da questa missione, ospitando in una Casa famiglia i bambini che provengono dalle realtà più disagiate. Una scuola che fa il tempo pieno 5 giorni su 7, con una mensa che applica scrupolosamente il menù ministeriale. «La scuola è grande e possiamo accogliere molti bambini, vogliamo lanciare il messaggio che noi siamo una scuola paritaria, come una scuola pubblica – spiega Suor Maria Rosaria -. Vogliamo uscire dal mito delle scuole di suore che vivrebbero in un mondo a parte, perché noi non viviamo in una campana di vetro, ma siamo una scuola che insegna e vuole svolgere una funzione sociale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La scuola primaria esiste dal 1950, mentre quella dell’infanzia dal lontano 1932. All’epoca le aule erano ospitate nello Scolastico, l’edificio di corso Umberto che ha rappresentato la culla per intere generazioni di studenti olbiesi. Un piccolo popolo di studenti che rappresenta la forza vitale di una scuola paritaria che infonde conoscenze e insegna a vivere all’interno di una cultura cattolica che rispetta e comprende anche le altre confessioni religiosi. Nell’ultimo anno scolastico sono stati 88 gli alunni delle elementari, 31 quelli della scuola materna e 15 bambini della sezione sperimentale. Poi ci sono i 15 alunni che vengono accolti gratuitamente. «Parliamo di bambini che appartengono a famiglie che conosciamo e che aiutiamo, sempre in rapporto con il Comune al quale queste persone con situazioni economiche difficili si rivolgono – spiega suor Maria Rosaria Preziosi, direttrice della scuola –. Noi siamo come una piccola comunità: sette suore, ma anche insegnanti laici. La gestione è affidata all’istituto San Vincenzo e la nostra missione è quella di imprimere un valore sociale e i principi cristiani all’insegnamento».
Il fatto che la scuola abbracci una confessione cattolica, insegnata anche nelle ore di religione, non impedisce, anzi incentiva il principio di accoglienza e multiculturalismo che consente di abbracciare anche bambini di altre religioni: nella scuola ci sono alunni di religione musulmana perfettamente integrati, che vanno a messa, rispettano le festività religiose dei loro compagni, non hanno mai dato segni di disagio davanti ai simboli del cristianesimo come il crocifisso in classe, il presepe o le festività natalizie. «Ho iniziato a insegnare qui dai primi anni ‘80, erano tempi in cui c’era il lavoro e si stava bene, anche se la nostra non è mai stata una scuola d’élite, dal momento che da noi sono sempre state rappresentate tutte le classi sociali – racconta suor Preziosi –. Tutti i bambini sono stati sempre accolti da una scuola cattolica paritaria che ha sempre visto la sua missione di sostegno per i più bisognosi, che nel tempo è diventata anche un punto di riferimento per persone economicamente in difficoltà». Quest’anno poi ricorre il 400esimo anniversario dalla nascita della Congregazione di San Vincenzo de’ Paoli, caratterizzata da una vocazione al volontariato. In questo senso, l’istituto scolastico di via De Filippi a Olbia non si discosta da questa missione, ospitando in una Casa famiglia i bambini che provengono dalle realtà più disagiate. Una scuola che fa il tempo pieno 5 giorni su 7, con una mensa che applica scrupolosamente il menù ministeriale. «La scuola è grande e possiamo accogliere molti bambini, vogliamo lanciare il messaggio che noi siamo una scuola paritaria, come una scuola pubblica – spiega Suor Maria Rosaria -. Vogliamo uscire dal mito delle scuole di suore che vivrebbero in un mondo a parte, perché noi non viviamo in una campana di vetro, ma siamo una scuola che insegna e vuole svolgere una funzione sociale».
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