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il funerale 

L’addio a Ivan Don Theron Casula: «Strada pericolosa»

di Tiziana Simula
L’addio a Ivan Don Theron Casula: «Strada pericolosa»

OLBIA. «Quello che è successo non è solo causa dell’imprudenza umana: chi ha responsabilità su quella strada provveda, affinché non ci siano altre morti. Non possiamo lavarcene le mani come Ponzio...

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OLBIA. «Quello che è successo non è solo causa dell’imprudenza umana: chi ha responsabilità su quella strada provveda, affinché non ci siano altre morti. Non possiamo lavarcene le mani come Ponzio Pilato, dobbiamo renderla sicura. È questo il messaggio che oggi voglio lanciare con forza da questo pulpito: Ivan ce lo chiede».

Nella grande chiesa bianca di San Michele Arcangelo, le parole del parroco don Theron Casula risuonano forti tra i singhiozzi e la disperazione di mamma Agostina, di papà Nicolò, della fidanzata Irene e dei tantissimi parenti e amici che ieri pomeriggio hanno dato l’ultimo saluto a Ivan Valente, l’agente immobiliare, morto venerdì mattina a 28 anni in un incrocio maledetto, a Suiles.

Uno schianto con un’altra auto che non gli ha lasciato scampo, in un tratto di strada sotto la circonvallazione per Golfo Aranci, già segnata da altri incidenti, e di cui gli abitanti di Suiles e Pittulongu denunciano da tempo la pericolosità.

«Una rampa che viene utilizzata a gran velocità come corsia di sorpasso a destra per evitare il traffico della circonvallazione – ha detto il parroco – Ma noi non possiamo chiudere gli occhi, bisogna rendere quella strada sicura. Non dobbiamo piangere i nostri giovani perché abbiamo lasciato pistole cariche sui tavoli di casa».

Un messaggio chiaro, arrivato a conclusione di una lunga e toccante omelia improntata sulla speranza «che ciò che è successo in quell’incrocio non si ripeta più» e sul ricordo di «un ragazzo meraviglioso», così come lo hanno definito in una lettera i suoi tanti amici.

Ivan Valente e il suo sorriso, la sua voglia di vivere e di costruirsi il futuro, ma anche il suo modo di fare alle volte un po’ impacciato, sono stati ricordati all’inizio della celebrazione religiosa.

«A chi non conosceva Ivan, a chi non ha avuto la nostra fortuna di stare con lui – ha detto un’amica dall’altare, leggendo la lettera con la voce rotta dal pianto – possiamo dire che Ivan era un ragazzo meraviglioso. Il migliore di tutti noi».

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