È festa per il nuovo arcivescovo
di Mario Girau
Alle 18 l’ordinazione di don Gianfranco Saba: guiderà la diocesi di Sassari. Attesi migliaia di fedeli
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OLBIA. Alle sei di questo pomeriggio, nel campo “Caocci”, don Gianfranco Saba, del clero della diocesi di Tempio-Ampurias, diventerà il 48esimo arcivescovo della storia moderna della Chiesa di Sassari. Si annuncia una festa grande per Olbia che gli ha dato i natali nel 1968. Soprattutto per la parrocchia di san Simplicio che l’ha accompagnato in tutte le tappe del cammino cristiano, dal battesimo fino all’episcopato. Non è senza significato che il nuovo presule abbia voluto compiere gli ultimi atti prevescovili nel tempio romanico, anziché in Vaticano come previsto fino a pochi anni fa: cioè la professione di fede con giuramento di fedeltà al Papa e alla Santa Sede.A conclusione della veglia di preghiera nella sua parrocchia d’origine, lunedì scorso monsignor Saba ha letto la formula, in latino, con cui promette di non venir meno agli impegni con la Santa Sede che si assumono automaticamente con l’accettazione dell’ufficio di vescovo. Solenne il giuramento: davanti al vescovo Sebastiano Sanguinetti, delegato dalla sede apostolica, e con le mani sui Vangeli.
Grande festa al Caocci. Tutto è pronto al “ Caocci” sottoposto, per volontà del sindaco Settimo Nizzi, a un radicale maquillage. Al parroco di Porto Cervo, don Raimondo Satta, il compito di sovrintendere ai preparativi di una cerimonia, dove si devono conciliare esigenze liturgiche, logistiche, inviti, corali-musicali. Persino ecumeniche. Tra le delegazioni presenti ci saranno, infatti, rappresentanze delle comunità ebraiche e musulmane presenti nell’isola, e l’imam di Olbia, Hamabi Maalaoui.
Mobilitazione straordinaria. In arrivo anche alcuni professori dell’Institute Cattolique di Parigi, dove don Gianfranco Saba ha seguito per quasi un anno corsi di perfezionamento sul dialogo interreligioso. La Pontificia Università Lateranense è rappresentata dal rettore, monsignor Enrico Dal Covolo; quella sarda dal preside Francesco Maceri e da diversi docenti colleghi del nuovo vescovo turritano. Tra i concelebranti – 15 vescovi e alcune centinaia di sacerdoti provenienti da tutte le dieci diocesi sarde - anche l’ausiliare di Perugia, monsignor Paolo Giulietti, e monsignor Francois Bousquette, docente universitario e cappellano della caravaggesca chiesa di San Luigi de’ Francesi. In prima fila lo storico Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di “Sant’Egidio”, e Giovanni Paciullo in rappresentanza del rettore dell’Università per stranieri di Perugia.
Assistenti del vescovo nel solenne rito presieduto da monsignor Sanguinetti, consacrante principale - monsignor Arrigo Miglio (presidente dell’episcopato sardo) e padre Paolo Atzei ( amministratore apostolico di Sassari) conconsacranti - don Mario Simula, vicario generale della diocesi turritana, e don Mauro Moretti, compagno di don Gianfranco in tutte le tappe del ministero sacerdotale.
L’ordinazione. Toccherà al primo di questi due sacerdoti presentare a monsignor Sanguinetti la richiesta di dare il via al rito dell’ordinazione episcopale: «Reverendissimo Padre – dirà questa sera don Mario Simula - la santa Chiesa di Sassari chiede che sia ordinato vescovo il presbitero Gian Franco Saba». Per formalizzare la regolarità dell”operazione”, in pratica la garanzia della continuità apostolica, verrà letto il “mandato “, la nomina papale. Poi, verso le 18 di stasera, don Gianfranco Saba sarà uno dei 5000 successori degli Apostoli che il Papa manda in giro per il mondo, pastori «con il profumo delle pecore».
Grande festa al Caocci. Tutto è pronto al “ Caocci” sottoposto, per volontà del sindaco Settimo Nizzi, a un radicale maquillage. Al parroco di Porto Cervo, don Raimondo Satta, il compito di sovrintendere ai preparativi di una cerimonia, dove si devono conciliare esigenze liturgiche, logistiche, inviti, corali-musicali. Persino ecumeniche. Tra le delegazioni presenti ci saranno, infatti, rappresentanze delle comunità ebraiche e musulmane presenti nell’isola, e l’imam di Olbia, Hamabi Maalaoui.
Mobilitazione straordinaria. In arrivo anche alcuni professori dell’Institute Cattolique di Parigi, dove don Gianfranco Saba ha seguito per quasi un anno corsi di perfezionamento sul dialogo interreligioso. La Pontificia Università Lateranense è rappresentata dal rettore, monsignor Enrico Dal Covolo; quella sarda dal preside Francesco Maceri e da diversi docenti colleghi del nuovo vescovo turritano. Tra i concelebranti – 15 vescovi e alcune centinaia di sacerdoti provenienti da tutte le dieci diocesi sarde - anche l’ausiliare di Perugia, monsignor Paolo Giulietti, e monsignor Francois Bousquette, docente universitario e cappellano della caravaggesca chiesa di San Luigi de’ Francesi. In prima fila lo storico Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di “Sant’Egidio”, e Giovanni Paciullo in rappresentanza del rettore dell’Università per stranieri di Perugia.
Assistenti del vescovo nel solenne rito presieduto da monsignor Sanguinetti, consacrante principale - monsignor Arrigo Miglio (presidente dell’episcopato sardo) e padre Paolo Atzei ( amministratore apostolico di Sassari) conconsacranti - don Mario Simula, vicario generale della diocesi turritana, e don Mauro Moretti, compagno di don Gianfranco in tutte le tappe del ministero sacerdotale.
L’ordinazione. Toccherà al primo di questi due sacerdoti presentare a monsignor Sanguinetti la richiesta di dare il via al rito dell’ordinazione episcopale: «Reverendissimo Padre – dirà questa sera don Mario Simula - la santa Chiesa di Sassari chiede che sia ordinato vescovo il presbitero Gian Franco Saba». Per formalizzare la regolarità dell”operazione”, in pratica la garanzia della continuità apostolica, verrà letto il “mandato “, la nomina papale. Poi, verso le 18 di stasera, don Gianfranco Saba sarà uno dei 5000 successori degli Apostoli che il Papa manda in giro per il mondo, pastori «con il profumo delle pecore».
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