Mercatino del libro usato un argine alla stangata
di Dario Budroni
Apertura come da 36 anni al piano terra dell’istituto Salesiani (Poltu Quadu) Folla di studenti e genitori che vendono e acquistano: un risparmio per studiare
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OLBIA. Le porte a vetri sono presidiate da studenti e genitori. Si mettono in coda con una speranza in fondo al cuore: ridurre il peso della stangata di settembre. Qualcuno vende, altri comprano, alcuni fanno entrambe le cose. Lo storico mercatino dei libri usati funziona così. È una istituzione che da 36 anni tende la mano ai genitori alle prese con le spese da affrontare per mandare a scuola i propri figli. «Per fortuna esiste questo servizio, altrimenti sarebbe davvero dura», ripetono mamme e papà in fila davanti alla sede del mercatino dei libri, quest’anno ospitato in uno spazio al piano terra dell’istituto dei Salesiani, a Poltu Quadu. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Mercatino del libro usato in collaborazione con l’Avsi point. In vendita ci sono i testi delle scuole medie e superiori. Il ricavato andrà come sempre in beneficenza.
La stangata di settembre. I testi scolastici sono da sempre particolarmente costosi. Se un ragazzo iscritto al primo anno del liceo Classico Gramsci dovesse comprare i libri nuovi di zecca spenderebbe quasi 500 euro, vocabolari compresi. Uno studente del terzo anno, invece, potrebbe spendere anche 550 euro. Le cifre variano di poco a seconda della scuola. Poi c’è da aggiungere anche il materiale scolastico, come quaderni, penne, diari, zaini e altri materiali attinenti alle materie di indirizzo. Va un pochino meglio alle scuole medie, ma la mazzata è comunque pesante. Per mandare il proprio figlio in prima, per esempio, bisogna spendere circa 280 euro.
Il mercatino dei libri usati. Ed è così che entra in gioco il mercatino dei libri usati. L’associazione sa bene di mettere in campo un servizio atteso dalle famiglie. «Questa è la 36esima edizione e del mercatino c’è sempre molto bisogno – spiega Marco Depperu, il presidente dell’associazione –. Dopo alcuni giorni un po’ sottotono, l’attività è entrata a pieno regime con il suono delle prime campanelle. Il nostro lavoro aiuta le famiglie, che in questo modo riescono a risparmiare acquistando libri usati ma sempre in buono stato. Ci sono genitori che vengono qui anche ogni giorno per risparmiare il più possibile». Il cartaceo, dunque, non tramonta. «Spesso si parla di svolta digitale, ma almeno per il momento è ancora lontana», sottolinea. Il progetto del mercatino dei libri è portato avanti grazie al lavoro di una decina di volontari, giovani e meno giovani. Persone addette all’accettazione dei nuovi libri e alla vendita dei testi a studenti e genitori.
I genitori in coda. Per mettere piede dentro il mercatino bisogna fare la fila. In coda c’è anche Roberta Cuccu, una mamma. «Mio figlio frequenta il Deffenu – racconta –. Adesso stiamo vendendo i libri di seconda e cerchiamo di acquistare quelli di terza, una classe in cui ci sono nuove materie. Almeno ammortizziamo un po’ le spese. Quelli che non troviamo qui li compreremo magari su internet, dove possiamo risparmiare anche il 15 per cento. Ho tre figli ed è da quando frequentavano le medie che ci rivolgiamo al mercatino». In fila c’è anche Antonio Grifagno, un padre. «Per adesso stiamo vendendo i libri delle medie, poi quando ci daranno le liste acquisteremo quelli nuovi – spiega –. Mia figlia si è iscritta al liceo Artistico De André e, oltre i libri, dovrà acquistare anche il materiale per le materie di indirizzo».
La stangata di settembre. I testi scolastici sono da sempre particolarmente costosi. Se un ragazzo iscritto al primo anno del liceo Classico Gramsci dovesse comprare i libri nuovi di zecca spenderebbe quasi 500 euro, vocabolari compresi. Uno studente del terzo anno, invece, potrebbe spendere anche 550 euro. Le cifre variano di poco a seconda della scuola. Poi c’è da aggiungere anche il materiale scolastico, come quaderni, penne, diari, zaini e altri materiali attinenti alle materie di indirizzo. Va un pochino meglio alle scuole medie, ma la mazzata è comunque pesante. Per mandare il proprio figlio in prima, per esempio, bisogna spendere circa 280 euro.
Il mercatino dei libri usati. Ed è così che entra in gioco il mercatino dei libri usati. L’associazione sa bene di mettere in campo un servizio atteso dalle famiglie. «Questa è la 36esima edizione e del mercatino c’è sempre molto bisogno – spiega Marco Depperu, il presidente dell’associazione –. Dopo alcuni giorni un po’ sottotono, l’attività è entrata a pieno regime con il suono delle prime campanelle. Il nostro lavoro aiuta le famiglie, che in questo modo riescono a risparmiare acquistando libri usati ma sempre in buono stato. Ci sono genitori che vengono qui anche ogni giorno per risparmiare il più possibile». Il cartaceo, dunque, non tramonta. «Spesso si parla di svolta digitale, ma almeno per il momento è ancora lontana», sottolinea. Il progetto del mercatino dei libri è portato avanti grazie al lavoro di una decina di volontari, giovani e meno giovani. Persone addette all’accettazione dei nuovi libri e alla vendita dei testi a studenti e genitori.
I genitori in coda. Per mettere piede dentro il mercatino bisogna fare la fila. In coda c’è anche Roberta Cuccu, una mamma. «Mio figlio frequenta il Deffenu – racconta –. Adesso stiamo vendendo i libri di seconda e cerchiamo di acquistare quelli di terza, una classe in cui ci sono nuove materie. Almeno ammortizziamo un po’ le spese. Quelli che non troviamo qui li compreremo magari su internet, dove possiamo risparmiare anche il 15 per cento. Ho tre figli ed è da quando frequentavano le medie che ci rivolgiamo al mercatino». In fila c’è anche Antonio Grifagno, un padre. «Per adesso stiamo vendendo i libri delle medie, poi quando ci daranno le liste acquisteremo quelli nuovi – spiega –. Mia figlia si è iscritta al liceo Artistico De André e, oltre i libri, dovrà acquistare anche il materiale per le materie di indirizzo».
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