La Nuova Sardegna

Olbia

«Alluvione, i 2 ex sindaci non hanno responsabilità»

di Giampiero Cocco
«Alluvione, i 2 ex sindaci non hanno responsabilità»

La difesa al processo per il ciclone Cleopatra: evento eccezionale e imprevedibile Per Gianni Giovannelli e Alberto Ragnedda chiesto il proscioglimento più ampio  

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Per Gianni Giovannelli, l’ex sindaco di Olbia accusato di omesso avviso alla popolazione in occasione della alluvione del 2013 e di concorso nell’omicidio plurimo colposo delle vittime del Ciclone Cleopatra, il legale che lo assiste, Nicola Di Benedetto, ha concluso chiedendo una assoluzione ampia. Lo ha fatto dopo aver rievocato le morti nel fango e nell’acqua di quel tremendo 18 novembre 2013, quando i rigagnoli che attraversano la piana di Olbia e i canali di scolmamento in città si trasformarono in valanghe d’acqua e detriti, travolgendo tutto e tutti «senza che nessuno potesse, anche minimamente, prevedere quell’evento eccezionale».

Per l’ex sindaco di Arzachena Alberto Ragnedda ha invece parlato il primo dei difensori, l’avvocato Filippo Orecchioni, il quale, nel chiedere l’assoluzione ampia del suo difeso, ha manifestato perplessità nel valutare l’indagine penale che ha coinvolto il suo assistito «il quale, lo dicono le carte processuali, ha messo in atto quanto previsto dalle normative di sicurezza pubblica e protezione civile di sua competenza vigenti all’epoca, convocando una riunione delle forze a sua disposizione, civili e militari, disponendo la chiusura delle strade periferiche al centro abitato che erano a rischio di esondazione. Non basta – ha aggiunto il difensore dell’ex primo cittadino – ha diramato gli allerta previsti dalle normative nazionale alle cento persone che risiedono nell’agro e che, per la vicinanza delle loro case ai corsi d’acqua, erano in pericolo di vita. Ha fatto di più – ha aggiunto il difensore –, mandando la polizia municipale ad avvertire una famiglia che risiedeva sul greto del rio San Giovanni, in territorio del comune di Olbia. Un rispetto dovuto alla salvaguardia della vita umana. Che la famiglia Passoni, i quattro italo brasiliani rimasti intrappolati nello scantinato di una villetta nell’agro, nessuno ne era a conoscenza. Lo ignorava il maresciallo dei carabinieri Antonio Costantini, lo scrive nel suo rapporto, come non lo sapeva nessuno, al Comune di Arzachena. Erano ospiti dalla proprietaria della casa, all’insaputa di tutti, tanto che la stessa è indagata dalla procura della Repubblica per quel tragico evento». Per Lorenzo Soro, il penalista che assiste la funzionaria comunale Gabriella Palermo, la sua cliente «deve essere mandata assolta con la formula più ampia per il semplice motivo che non ricopriva alcun ruolo dirigenziale nella pianta organica del Comune di Olbia. Era una dirigente del settore pubblico, ma si occupava di predisporre progetti per arterie stradali e illuminazione pubblica, non della manutenzione ordinaria e della ripulitura dei canali che attraversano la città».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative