Beni in gestione ai cittadini, guerra in aula
La minoranza chiede che li scelga il Consiglio non la giunta. Pinna, Fi: «La maggioranza siamo noi»
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OLBIA. In tempi di risorse con il contagocce la scelta del Comune è dividere le spese di alcuni beni pubblici con i cittadini. Si chiama gestione condivisa ed è una pratica con leggi ben precise di gran moda in Italia. Anche l’amministrazione Nizzi prova a sfruttare questa opportunità, ma il regolamento sperimentale che porta in aula fa litigare maggioranza e opposizione. Stabilisce che i cittadini, le associazioni, anche di natura imprenditoriale, possano presentare una manifestazione di interesse per prendersi cura dei beni comunali per nove anni. La lista dei gioielli di famiglia che il Comune è pronto a condividere con i cittadini attivi non è ancora definita. Ma per capirci meglio, nell’elenco ci potrebbero finire l’ex mattatoio, il teatro Michelucci, gli spazi dell’Expo. La giunta comunale periodicamente potrà individuarne di nuovi. Ed è proprio questo punto che allontana maggioranza e opposizione. La Coalizione civica e democratica, come anche il Gruppo misto composto da 5 stelle e Alleanza civica sono d’accordo sulla collaborazione condivisa, ma non sul metodo. Chiedono in pratica che il Consiglio comunale non sia ancora una volta chiamato solo a ratificare decisioni prese dalla giunta, ma possa esercitare un potere più ampio. «Chiediamo che sui beni strategici della città, su proposta della giunta, il Consiglio possa aprire un dibattito in aula», dice il consigliere Ivana Russu, Pd. La proposta si trasforma in un emendamento che porterebbe l’aula al voto unanime. «Il gruppo di Forza Italia non accoglie questa proposta. Il regolamento segue delle norme nazionali ed è stato già adottato in altri comuni italiani come Bologna. Noi consiglieri abbiamo le commissioni come strumento per far pesare le nostre posizioni», dichiara il capogruppo di Forza Italia Maria Antonietta Cossu. Un concetto sintetizzato ancora meglio dal collega azzurro Tore Pinna. «La maggioranza siamo noi». Dura la reazione di Davide Bacciu. «Dovete smetterla di avere questo atteggiamento. Avete perso un’altra occasione per fare un esercizio di democrazia. In questa aula rappresentiamo entrambi il 50% dei voti dei cittadini. Non dimenticatelo». (se.lu.)
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