La Nuova Sardegna

Olbia

Vela senza barriere: per cento ragazzi un giorno da skipper

Grande successo per “Vita da aMare” a Porto Rotondo  Oggi l’ultima regata, in serata la cerimonia di premiazione  

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PORTO ROTONDO. La sveglia suona molto presto. E dopo pochi minuti sono già in modalità marinaio, con addosso una maglietta e un cappellino di colore blu, per fare colazione tutti insieme e poi salire in barca con lo sguardo puntato verso l’orizzonte. Ieri mattina, attorno a mezzogiorno, dal mare che circonda l’isola di Mortorio spuntavano 25 vele bianche. A bordo c’erano cento ragazzi con abilità diverse, in gran parte olbiesi e lombardi, seguiti in tutto e per tutto da altrettanti volontari. A Porto Rotondo è da venerdì mattina che si respira un clima di grande festa. La manifestazione «Vita da aMare» terminerà oggi ma il suo obiettivo lo ha già centrato.

Un mare senza barriere. L’evento «Vita da aMare» è arrivato alla settima edizione, ma è la prima volta che va in scena nelle acque isolane. Si tratta di un progetto di inclusione sociale e lo scopo è dare a tutti la possibilità di divertirsi e di scoprire il fascino della barca a vela, in mezzo al mare che bagna le coste nord-orientali dell’isola, tra cime, timoni e vele spiegate. E così è stato fin dal primo minuto. Sono cento i ragazzi diversamente abili a indossare i panni di marinai. In barca hanno la possibilità di seguire ogni tipo di operazione. Si divertono, si scambiano foto, si godono un sole che picchia ancora forte. Con loro ci sono volontari delle onlus, esperti velisti, medici e operatori sanitari.

Porto Rotondo in festa. Ieri mattina il primo grande incontro con il mare, con una regata che ha circumnavigato Mortorio. Pranzo a bordo, buon vento, massime di 27 gradi. Al timone di due diversi gommoni, dietro le 25 barche a vela messe in mare per la manifestazione, pure il sindaco Settimo Nizzi e l’assessore comunale Marco Balata. In questi giorni i ragazzi impegnati nel progetto hanno avuto anche la possibilità di scoprire il lavoro della Guardia costiera. Ieri sera, per una messa, a trovarli è arrivato il vescovo Sebastiano Sanguinetti. Poi la grande cena conviviale nella tensostruttura allestita da Mirtò in piazza Quadra. Quella di oggi sarà la terza e ultima giornata di «Vita da aMare». Alzabandiera alle 8, poi colazione e partenza in barca alle 10. Gli equipaggi rientreranno nel pomeriggio, poi le premiazioni .

L’organizzazione. La manifestazione è stata ben organizzata. Una mobilitazione piuttosto importante che ha messo insieme enti, fondazioni, istituzioni, associazioni e società private. Il progetto «Vita da aMare» è nato anni fa da un’idea di Claudio Pedrazzini, capogruppo di Forza Italia nel consiglio regionale lombardo. A sostenerlo, per quest’anno, c’è il comune di Olbia, con il patrocinio delle regioni Sardegna e Lombardia. In campo anche Consorzio, Marina e Yacht club di Porto Rotondo. Ed è la società Boomerang charter, di Angelo Usai, ad aver messo a disposizione il grosso delle imbarcazioni. Infine le associazioni di volontariato che da anni operano accanto ai diversamente abili: «Villa Chiara», «Sensibilmente onlus» e «Un incontro, una speranza». (d.b.)

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