La Nuova Sardegna

Olbia

Il Comitato civico attacca il Comune: controlli sull’acqua

di Angelo Mavuli

Tempio, il gruppo di cittadini rilancia l’emergenza idrica  Sostegno all’amministrazione in difesa dell’ospedale

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TEMPIO. Nella sua prima riunione mensile, dopo la pausa estiva, il Comitato civico Essere cittadini, (che su una emittente televisiva locale ha continuato però la sua attività con un programma quindicinale autogestito e al quale possono collaborare anche i telespettatori), come suo primo atto ha dichiarato «il proprio convinto sostegno alle azioni che l’amministrazione comunale intenderà intraprendere a favore del Paolo Dettori». Diversi gli argomenti successivamente trattati e le criticità cittadine prese in esame durante la riunione. Con risultanze, commenti e richieste che vengono rese note attraverso l’usuale comunicato stampa. In discussione, al primo punto, la defenestrazione da parte del sindaco dell’assessore Alessandra Amic alla quale l’assemblea del Comitato ha espresso solidarietà, «riconoscendone sempre l’atteggiamento corretto, di confronto e mai di scontro col Comitato Civico». L’assemblea ha deciso di rendere pubblici tutti gli atti che hanno segnato questa vicenda. Il Comitato è quindi tornato su una vecchia questione, che da tempo, (soprattutto dopo la non potabilità dell’acqua dal 25 gennaio del 2016), vede fronteggiarsi, da una parte, il Comitato stesso che attribuisce al Comune la responsabilità del controllo sanitario delle fonti pubbliche (alle quali la gente ormai si approvvigiona), e dall’altra, il Comune che afferma essere invece competenza dell’Asl. «Risulta al Comitato – si legge nel documento – che nessuna analisi è stata effettuata dal Comune da oltre nove mesi a questa parte, nonostante la catastrofica esperienza dello scorso anno. Rinnoviamo perciò l’invito a procedere a frequenti controlli della potabilità delle fonti e a darne informazione ai cittadini attraverso la puntuale pubblicazione dei risultati, nel sito del Comune, come più volte promesso». A margine dello stesso argomento, al Comune «si chiede anche di controllare se nei pubblici esercizi l’ordinanza che vieta l’impiego dell’acqua della rete per usi che ne prevedano l’incorporazione nei cibi (ad esempio il caffè), sia rispettata. «Anche in questo caso – prosegue il Comitato – la responsabilità del rispetto dell’ordinanza è dell’autorità che l’ha emessa, cioè del Comune e non della Asl, come qualcuno vorrebbe far intendere». L’assemblea si è conclusa con l’illustrazione da parte del professor Lucio Ghezzo, creatore nel 1998 di uno dei primi Provider internet della Sardegna, quando Tiscali era ancora lì da venire, di “Democracy O. S.”. Uno strumento informatico di ultimissima generazione con un software, inattaccabile dai virus e non manipolabile. Sicuramente da sperimentare (così come Nuragica 19 anni fa), per attuare forme di “democrazia liquida”.



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