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Olbia

Olbia, uno spiraglio per salvare le navi romane

di Dario Budroni
Il ministro Franceschini davanti alle navi romane (foto Gavino Sanna)
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Il ministro Franceschini davanti alle navi romane (foto Gavino Sanna)

La richiesta dell’amministrazione comunale al ministro Franceschini che replica: terrò conto di questa necessità

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OLBIA. Il passato olbiese è in gran parte impacchettato. Sistemato dentro grandi casse di legno e messo in un angolo in attesa di tempi migliori. Succede per esempio alle antichissime navi, soprattutto romane, ritrovate 18 anni fa davanti al municipio durante i complessi scavi per la realizzazione del tunnel. Tra il 1999 e il 2001, in mezzo al fango, spuntarono 24 relitti in tutto. E al museo archeologico, che era stato pensato proprio per ospitarli, ne sono conservati soltanto due di età romana, più uno più piccolo di epoca medievale. Poi basta. Tutto il resto è ancora conservato nei magazzini della Soprintendenza. Per questo il sindaco Settimo Nizzi, lo scorso venerdì, ha approfittato della presenza in città del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per chiedere un intervento del governo. Il sogno è recuperare e dare valore a un patrimonio che è unico al mondo.

La richiesta. Il ministro Dario Franceschini, a Olbia per partecipare a «Panorama d’Italia», tra le altre cose ha visitato il museo olbiese. Ed è rimasto colpito dalla bellezza dei tre relitti esposti nelle stanze della struttura di Isola Peddone. «Quindi gli ho chiesto di darci una mano a restaurare gli altri relitti – spiega il sindaco Settimo Nizzi –. Per quanto ci riguarda, subito ci metteremo al lavoro per presentare un valido e serio progetto al ministero, con l’obiettivo di accedere ai fondi del governo. Ci sono per esempio altri due relitti, e anche grandi e ben conservati, che sono davvero molto belli e che meriterebbero di essere esposti il prima possibile».

Patrimonio unico. Al museo archeologico, dunque, oggi sono conservati i relitti di due grandi navi romane, incendiate e affondate dai Vandali al tramonto dell’Impero romano d’occidente, verso il 450 dopo Cristo. In più sono esposti tre aste da timone e due alberi di nave. Come c’è scritto anche sul sito del ministero dei Beni culturali, in tutta Italia il museo di Olbia «è quello che espone il maggior numero di navi antiche e l’unico al mondo che mostra alberi e timoni d’età romana». Con il restauro degli altri relitti, il museo olbiese vedrebbe accrescere il suo valore. «Purtroppo abbiamo tantissimi reperti ancora inscatolati – spiega l’assessore comunale alla Cultura Sabrina Serra –. E insieme al recupero dei relitti delle navi romane, il museo potrebbe quindi ospitare tutto ciò che di prezioso è stato trovato sotto terra nel corso degli anni. Il sindaco ne ha parlato con il ministro Franceschini, speriamo che questa visita dia buoni frutti».

Il rilancio. Quello di Isola Peddone, costruito una quindicina di anni fa, non è mai stato un museo vero e proprio: non esiste una gestione, non si paga il biglietto d’ingresso e gran parte degli spazi non sono neanche utilizzati. Una delle cause maggiori era l’inagibilità, visto che il ponticello esterno non era a norma e gli impianti di climatizzazione e di umidificazione, anche per la conservazione dei relitti delle navi, erano ormai obsoleti. «Il ponticello è stato messo a norma e al momento abbiamo sostituito quattro macchine dell’impianto di climatizzazione. Adesso ne rimangono altre sei – dice il sindaco Settimo Nizzi –. Pian piano la struttura avrà le caratteristiche giuste per diventare un vero museo». Con tutte le carte in regola il Comune potrà quindi chiedere l’inserimento del museo nei circuiti regionali e nazionali, accedere ai fondi per la cultura e studiare infine un piano di gestione.

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