la regione
La proposta: in tre articoli le ragioni dell’autonomia
OLBIA. La proposta di legge regionale per l'istituzione della provincia del nord-est risale allo scorso marzo e per tutta la primavera ha impegnato i consiglieri regionali proponenti (tutti e quattro...
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OLBIA. La proposta di legge regionale per l'istituzione della provincia del nord-est risale allo scorso marzo e per tutta la primavera ha impegnato i consiglieri regionali proponenti (tutti e quattro quelli eletti in Gallura) e le amministrazioni locali in un confronto serrato. Poi, durante l’estate, un lungo silenzio. Adesso si riparte.
La proposta di legge è concentrata in un testo di appena tre articoli con cui si chiede la modifica della legge con cui la Regione ha riformato l'assetto delle autonomie locali della Sardegna. Il “cuore” della proposta è però la relazione allegata: due pagine per spiegare, dati alla mano, perché il nord est della Sardegna ha diritto all'autonomia. «Gli indicatori sociali - si legge nella relazione - premiano l'istituenda provincia come una tra le più competitive per ritmi di sviluppo, crescita, iniziative imprenditoriali capaci di creare occupazione. Le stime presentano un territorio con tassi di incremento demografico tra i più alti d'Italia e tassi di invecchiamento della popolazione tra i più bassi». La relazione considera anche l'esigenza di una autonomia che accompagni lo sviluppo economico. «La mancanza di un livello istituzionale autonomo non può che comportare un freno e forse anche un danno all'imprenditoria del territorio, con conseguente perdita di competitività. Difficile operare con uffici e apparati amministrativi decentrati». Vengono poi citati i numeri record di porto e aeroporto e la percentuale minima, il 26%, dei galluresi che andò alle urne per l'abolizione delle province. Si espresse a favore solo il 18%.
La proposta di legge è concentrata in un testo di appena tre articoli con cui si chiede la modifica della legge con cui la Regione ha riformato l'assetto delle autonomie locali della Sardegna. Il “cuore” della proposta è però la relazione allegata: due pagine per spiegare, dati alla mano, perché il nord est della Sardegna ha diritto all'autonomia. «Gli indicatori sociali - si legge nella relazione - premiano l'istituenda provincia come una tra le più competitive per ritmi di sviluppo, crescita, iniziative imprenditoriali capaci di creare occupazione. Le stime presentano un territorio con tassi di incremento demografico tra i più alti d'Italia e tassi di invecchiamento della popolazione tra i più bassi». La relazione considera anche l'esigenza di una autonomia che accompagni lo sviluppo economico. «La mancanza di un livello istituzionale autonomo non può che comportare un freno e forse anche un danno all'imprenditoria del territorio, con conseguente perdita di competitività. Difficile operare con uffici e apparati amministrativi decentrati». Vengono poi citati i numeri record di porto e aeroporto e la percentuale minima, il 26%, dei galluresi che andò alle urne per l'abolizione delle province. Si espresse a favore solo il 18%.
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