L’Orthotecnica Bazzoni all’Assl: «Troppi ritardi nei pagamenti»
di Tiziana Simula
L’attività che lavora in regime di convenzione con l’azienda sanitaria locale denuncia gravi difficoltà Chiara Usai: svolgiamo puntualmente il servizio, altrettanto puntuale sia la liquidazione delle fatture
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Il tempo del silenzio è finito. Sopportare senza denunciare non è più possibile: in ballo ci sono gli stipendi di nove persone. Nove famiglie. Soldi che dovrebbero ricevere puntuali ogni mese, così come puntuale e professionale è il lavoro da loro svolto. «L’Assl, con cui lavoriamo in regime di convenzione ci paga con mesi di ritardo – lamenta Chiara Usai, socio insieme al fratello Angelo Usai e alla zia Masina Bazzoni, della Orthotecnica Bazzoni – Che l’Assl paghi in ritardo non è una novità, a dire il vero. Ma adesso la situazione è diventata davvero intollerabile: attendiamo il pagamento di fatture relative a prescrizioni di ausili addirittura da gennaio, quando dovrebbero invece essere liquidate entro 60 giorni». Cifre a diversi zero accumulate in tutti questi mesi e non ancora versate all’Orthotecnica Bazzoni che stanno mettendo in grave difficoltà l’attività. «È davvero umiliante stare lì a sollecitare continuamente l’Assl per i pagamenti, ad elemosinare ciò che ci spetta per un servizio che noi svolgiamo puntualmente – aggiunge con amarezza Chiara Usai – I nostri dipendenti lavorano ogni giorno col sorriso sulle labbra nonostante queste difficoltà e meritano di ricevere gli stipendi puntuali, al pari dei dipendenti pubblici. Lo Stato mi deve dei soldi e non me li dà, ma io devo versare le tasse allo Stato senza sgarrare, devo pagare i fornitori per poter garantire il servizio agli assistiti, sborsare pure per gli interessi per via dei ritardi dell’Asl, e ovviamente pagare gli stipendi. Abbiamo dovuto ricorrere un legale: non è più possibile andare avanti così». L’Orthotecnica Bazzoni lavora in regime di convenzione con l’Assl per quanto riguarda le prescrizioni per invalidi civili e minori per l’acquisto di ausili: carrozzine, protesi, tutori, busti, presidi ortopedici, plantari. «Le pratiche autorizzate dall’Assl per l’acquisto del materiale da parte degli assistiti segue un determinato iter – spiega Chiara Usai –. Ma a ogni step salta fuori un problema che ritarda la liquidazione delle fatture: una volta mi hanno detto che a causa della riduzione del personale manca chi allega le ricevute di consegna dell’ausilio alla fattura, giorni fa, mi hanno detto che c’è l’autorizzazione al pagamento ma non ci sono i soldi. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’Assl non ha soldi per pagarci. E noi cosa dobbiamo fare? Non posso chiudere baracca perché il lavoro c’è, e non voglio che i miei dipendenti siano costretti ad andare via. Noi offriamo un servizio con puntualità e con altrettanta puntualità e dignità dobbiamo ricevere ciò che ci spetta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
