Garrucciu: «Uniti per il Tempio»
Il tifoso anziano della Torres racconta l’operazione di salvezza dei galletti
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SASSARI. «L’operazione con la quale un gruppo di appassionati sta facendo risorgere il Tempio rende onore alla città e alle tante figure di valenti sportivi che ne hanno indossato i colori». Parola di Guido Garrucciu, decano dei tifosi della Torres e presidente onorario dell’associazione Memoria Storica Torresina che ha colto la palla al balzo per ripercorrere, alla sua maniera, i 71 anni di storia dei Galletti. «Dico subito che sono di parte perché la mia famiglia ha origini tempiesi e mio fratello, portiere, ha giocato a Tempio negli anni ’40 – dice Garrucciu, 87 anni portati alla grande -. Rileggendo le vecchie pagine ingiallite la mia memoria corre indietro a volti e nomi che appartengono alla notte dei tempi e che meritano di non essere dimenticati. Penso ai tecnici: il maestro Cineddu, “papà” Nigiotti, Puccini, commerciante di legnami, Trevisan, l’allenatore-giocatore Zambelli. E poi gli atleti: i fratelli Ernesto e Fabio Rasenti, la poderosa coppia Cabella-Pinna, quest’ultimo poi passato alla Torres, come anche Tranu, Monteduro, “Ciannoni” Scavio e Pichjioccu Orecchioni, famoso soprattutto per le sue incredibili rovesciate. Sua mamma lo incitava a gran voce dalla tribuna».
E poi Nino Manconi. «Tumata” - dice Garrucciu - era un centravanti che avrebbe meritato ben altri palcoscenici. Una volta la Torres giocò un’amichevole con la Lazio e lui venne prestato ai rossoblù come rinforzo. Per forza, bravura e serietà lo accomuno alla leggenda torresina Marzio Lepri. Ricordo il match giocato alla Pischinaccia tra Gallura Tempio e Cagliari, stagione 1946-‘47». Poi le sfide con la Torres, che Garrucciu ha sempre vissuto come suoi personalissimi derby. «La prima- nel novembre ’46, 2-0 per il Tempio con gol di Orecchioni e Zambelli. La seconda a Sassari il 16 marzo ‘47, ancora 2-0 per i galletti, stessi marcatori. Il Tempio vinse ancora il 2 gennaio ’49, 4-2 con tripletta di Luciano e gol di Manconi, poi il 1° maggio di quell’anno arrivò la vittoria rossoblù, 2-0 all’Acquedotto». La prima vittoria della Torres a Tempio fu un evento. «Era il 1951, da Sassari arrivammo in mille. Io e i miei amici venimmo su in 6 con una 500, nel cofano un agnello da arrostire. Vincemmo 3-2 e fu una grande festa”. Poi l’ultimo derby in campionato, nel 1999: «Feci portare la banda all’Acquedotto, venne suonato l’inno della Torres del 1903. Sono felice che il Tempio ci sia ancora: il mio cuore è rossoblù, ma c’è spazio anche per i galletti». (a.si.)
E poi Nino Manconi. «Tumata” - dice Garrucciu - era un centravanti che avrebbe meritato ben altri palcoscenici. Una volta la Torres giocò un’amichevole con la Lazio e lui venne prestato ai rossoblù come rinforzo. Per forza, bravura e serietà lo accomuno alla leggenda torresina Marzio Lepri. Ricordo il match giocato alla Pischinaccia tra Gallura Tempio e Cagliari, stagione 1946-‘47». Poi le sfide con la Torres, che Garrucciu ha sempre vissuto come suoi personalissimi derby. «La prima- nel novembre ’46, 2-0 per il Tempio con gol di Orecchioni e Zambelli. La seconda a Sassari il 16 marzo ‘47, ancora 2-0 per i galletti, stessi marcatori. Il Tempio vinse ancora il 2 gennaio ’49, 4-2 con tripletta di Luciano e gol di Manconi, poi il 1° maggio di quell’anno arrivò la vittoria rossoblù, 2-0 all’Acquedotto». La prima vittoria della Torres a Tempio fu un evento. «Era il 1951, da Sassari arrivammo in mille. Io e i miei amici venimmo su in 6 con una 500, nel cofano un agnello da arrostire. Vincemmo 3-2 e fu una grande festa”. Poi l’ultimo derby in campionato, nel 1999: «Feci portare la banda all’Acquedotto, venne suonato l’inno della Torres del 1903. Sono felice che il Tempio ci sia ancora: il mio cuore è rossoblù, ma c’è spazio anche per i galletti». (a.si.)
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