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Olbia

Oltre 1200 olbiesi in bici sognando la pista ciclabile

Oltre 1200 olbiesi in bici sognando la pista ciclabile

L’evento arrivato alla 35esima edizione ha richiamato persone di tutte le età Il più longevo ha 92 anni, il più piccolo un anno. Oltre 200 gli abusivi non paganti

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OLBIA. Una città in movimento. Più di mille persone sono salite in sella alla bici per onorare per il 35esimo anno la pedalata ecologica che porta il nome di Teresa Meloni. L’ulteriore conferma della solidità di questo evento sportivo, ma anche del desiderio degli olbiesi di vivere la città sulle due ruote. In attesa di vedere realizzate dei percorsi ciclabili veri che non siano l’imbarazzante manciata di metri ciclopedonali davanti al molo Brin.

Troppi abusivi. Hanno partecipato alla pedalata oltre 1200 persone. Di queste 1.035 regolarmente iscritti. 200 gli abusivi che si sono infiltrati nella passeggiata sulle due ruote senza versare il mini contributo di 10 euro all’associazione. «Un fenomeno che in parte ha vanificato il nostro sforzo – spiegano gli organizzatori –. I partecipanti che non versano il contributo di 10 euro danneggiano le associazioni del volontariato alle quali viene devoluto parte dell’incasso della manifestazione».

I numeri. Il gruppo dell’Aido è stato il più numeroso con 122 cicloamatori seguito da quello dell’associazione Handicappati e famiglie con 115. Conquistano il titolo di gruppi scolastici con il maggior numero di partecipanti le scuole medie di via Veronese. Resta invece alla società Terranova-Fancello cicli la medaglia di gruppo sportivo più numeroso seguito dalla Olbia rugby. Tra le aziende in strada con più pedalatori la Pincar; alla società ciclistica Amspo Calangianus la menzione d’onore come gruppo extra olbiese più folto.

Passione senza età. Andare in bici è una passione che non ha età. E lo dimostrano gli anni dei tanti pedalatori con i capelli d’argento. Corrado Messina 82 anni; Vittorio Bognolo 84; Battista Porcheddu 92 e Antonicco Piras 82. Alessandro Fresi è il più piccolo cicloamatore. A un solo anno si è goduto la pedalata al centro sul seggiolino, trasportato dal padre. Il signor Pidinchedda ha confermato invece per il 31esimo anno di fila la sua incrollabile fedeltà alla manifestazione sportiva alla quale non manca da tre decenni.

Le targhe. Una targa ricordo è stata assegnata alle forze dell’ordine e una ai volontari che hanno garantito l’assistenza sul percorso della pedalata.

L’estrazione. Tre le bici che sono state sorteggiate tra gli iscritti messe a disposizione dalla ditta Fancello cicli sport e dalla famiglia Sanna in memoria dello scomparso Raimondo. I possessori dei numeri 839, 160, 284 possono ritirare le bici alla “Fancello cicli” in via Galvani.

Il sogno. Non solo ciclopedalate occasionali, ma una pista ciclabile vera, sicura, su cui pedalare sempre. La scorsa estate la Regione ha dato una importante spinta agli itinerari ciclabili finanziando con oltre 313 mila euro il tratto di percorso ciclopedonale che va dal ponte di ferro all’aeroporto Costa Smeralda, con diramazione in via Macerata, a Poltu Quadu. Ma gli amanti delle due ruote aspettano anche che diventi realtà la pista del Cipnes, nella zona industriale. (se.lu.)

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