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Olbia

Netturbini in sciopero: «Stipendi a singhiozzo»

di Walkiria Baldinelli
Netturbini in sciopero: «Stipendi a singhiozzo»

La Maddalena, i dipendenti della Cogei hanno incrociato le braccia per 24 ore La rabbia degli operai: nessuna sicurezza sul lavoro e le divise le compriamo noi

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LA MADDALENA. Netturbini a braccia conserte per 24 ore. I dipendenti della Cogei Ambiente, l’azienda che gestisce il servizio di nettezza urbana per conto della Ciclat, non hanno ancora incassato il saldo degli stipendi di agosto. I pagamenti in ritardo e a singhiozzo da luglio, incidono soprattutto sui bilanci delle famiglie monoreddito. Ieri, durante la giornata di sciopero (sono stati comunque garantiti i servizi minimi essenziali) trenta lavoratori con contratto fisso e una quindicina stagionali, non solo hanno rivendicato una stabilità economica, ma hanno lanciato l'ennesimo grido d'allarme sulle garanzie della sicurezza sul lavoro.

La protesta. «Scarpe antinfortunistica, divisa e guanti non sono in dotazione, li ho acquistati io, così come altri colleghi», racconta un dipendente. «Eppure il vestiario identifica i lavoratori di un'azienda – incalza il segretario provinciale Fit-Cisl, Gianluca Langiu -. Ognuno indossa magliette proprie, così come pantaloni e scarpe. Non hanno nemmeno i giubbotti impermeabili, per loro è davvero impossibile lavorare in condizioni ottimali». C'è poi il problema dei mezzi. «Sono difettosi e usurati, i netturbini mettono a rischio la loro incolumità e quella dei cittadini - sottolinea il sindacalista -. L'azienda deve rinnovare il parco mezzi e fare le necessarie manutenzioni a quelli che non sono da rottamare. Ci sono anche altre criticità, non viene garantito l'utilizzo di spogliatoi a norma». Tra le rivendicazioni i ritardi nei pagamenti che creano non pochi disagi. «Da mesi non faccio più sonni tranquilli – racconta un dipendente -. Ho il mutuo da pagare in banca, con rate mensili. La famiglia è monoreddito, ci siamo fatti prestare i soldi da mia suocera, ma così non si può andare avanti. Dobbiamo anche fare la spesa, pagare le bollette. C'è chi ha percepito due acconti dello stipendio di agosto, altri metà. E siamo in ottobre».

Servizi essenziali e disagi. La mobilitazione ha causato alcuni disagi: nonostante lo sciopero fosse stato comunicato giorni fa, diversi utenti hanno comunque posizionato i mastelli fuori dalle abitazioni. C'è anche chi ha ammassato sacchi vicino ai contenitori creando cumuli di rifiuti in alcune strade. Sono stati garantiti i servizi minimi essenziali, come la raccolta dei rifiuti prodotti dall'ospedale, dalle caserme e dalle mense scolastiche.

Il Comune. «L'unico fronte di dialogo è con l'amministrazione comunale – sottolinea - Langiu, l'azienda è indifferente. Con i lavoratori siamo stati ricevuti nel salone consiliare dall'assessore Gianluca Cataldi. Ancora una volta il Comune ha dato disponibilità a sostituirsi alla Cogei per il versamento delle retribuzioni arretrate, ma la procedura prevede questo intervento solo dopo 30 giorni dall'attivazione dell'iter».

All'orizzonte si profilano nubi. «Lo scenario futuro? Se venissero confermate le dichiarazioni informali dell'azienda di un congelamento degli stipendi per tre mesi a causa del preavviso di una sanzione che le è stata notificata dal Comune - taglia corto il sindacalista -, agiremo per vie legali».

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