Eventi, Mirtò c’è sempre «Sì, ma con i nostri soldi»
di Dario Budroni
Il marchio creato da Nicola Mancini, chef di lungo corso, è molto attivo in città «Potevamo fare le manifestazioni ovunque, invece abbiamo puntato su Olbia»
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OLBIA. Nel calderone della polemica ribolle anche il nome di Mirtò. Il brand che punta tutto su enogastronomia e organizzazione di eventi cerca però di tirarsi fuori dal dibattito politico tra maggioranza e opposizione. La Coalizione civica e democratica, nell’accusare l’amministrazione Nizzi di effettuare spese pazze e di affidare l’organizzazione degli eventi ai soliti nomi, ha quindi tirato in ballo anche Mirtò, che da oltre un anno a questa parte è sempre più presente nelle manifestazioni programmate in città. La società ideata da Nicola Mancini, chef di lungo corso con una esperienza maturata tra i fornelli di mezza Europa, soprattutto al seguito di importanti case automobilistiche, risponde quindi alle critiche dell’opposizione e in sostanza ci tiene a sottolineare che il grosso degli eventi è stato organizzato con soldi propri.
La risposta al centrosinistra. Mirtò è un brand che, oltre a mettere in campo il suo servizio catering in occasione di eventi di ogni tipo, in diversi casi è anche il primo organizzatore. «Abbiamo iniziato a sponsorizzare Olbia con l’ex assessore Marco Vargiu durante i mercatini di Natale e lo abbiamo fatto con i nostri soldi - spiegano da Mirtò -. Abbiamo continuato a farlo con “Antichi sapori”, sempre con i nostri soldi e senza prendere niente dal Comune. Lo scorso anno abbiamo nuovamente realizzato il mercatino di Natale, ancora con le nostre risorse, e abbiamo fatto “Benvenuto vermentino” per la Promocamera di Sassari e non per il Comune».
Shardana challenge. La lista presentata da Mirtò continua e si focalizza su Shardana challenge, la manifestazione a base di corsa a ostacoli e gastronomia organizzata ad aprile nella spiaggia di Pittulongu. «Abbiamo portato Olbia nella Formula 1, nel mondiale di rally e nella Città dell’olio senza alcun rimborso, ma solo perché amiamo la nostra città - proseguono dalla società -. Abbiamo fatto un servizio di catering per il Giro d’Italia e dato che siamo un’agenzia di catering è giusto che si sia un rimborso: abbiamo preso 15mila euro. Poi abbiamo portato l’evento “Shardana” con i nostri soldi, equivalenti a 35mila euro, mentre il contributo comunale è andato all’associazione Mudder inside di Sassari che ha gestito la parte sportiva. Si è trattato di un evento che potevamo organizzare da qualunque altra parte, ma abbiamo deciso di farlo nella nostra città».
Il festival a Mogadiscio. Ad agosto, invece, Mirtò ha organizzato Festival del mirto tra il parco Mario Cervo, a Mogadiscio, e il centro storico, tra percorsi del gusto, artigianato, spettacoli, musica e mamuthones. A luglio il festival era stato presentato in anteprima in piazza Nassiriya. «L’evento di presentazione del festival, in piazza Nassiriya, è stato organizzato con i nostri soldi in un quartiere trascurato da chi oggi ci accusa - si difende Mirtò -. Stesso discorso per il Festival del mirto, per il quale abbiamo anche speso 5mila euro per sistemare strade e parcheggi del parco Mario Cervo. Non abbiamo voluto nessun contributo. Tutti gli eventi sono stati pagati con i nostri soldi, dalle sfilate di moda ai mamuthones. Lo abbiamo fatto con le nostre forze, con le nostre strutture e con il nostro lavoro, realizzando il più bell’evento dell’estate olbiese». Infine un passaggio su Vita da aMare, la maxi regata solidale in scena qualche settimana fa a Porto Rotondo: «Qui nulla a che fare con l’amministrazione. Abbiamo dato l’ospitality gratuita e chiesto un rimborso spese per il catering».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La risposta al centrosinistra. Mirtò è un brand che, oltre a mettere in campo il suo servizio catering in occasione di eventi di ogni tipo, in diversi casi è anche il primo organizzatore. «Abbiamo iniziato a sponsorizzare Olbia con l’ex assessore Marco Vargiu durante i mercatini di Natale e lo abbiamo fatto con i nostri soldi - spiegano da Mirtò -. Abbiamo continuato a farlo con “Antichi sapori”, sempre con i nostri soldi e senza prendere niente dal Comune. Lo scorso anno abbiamo nuovamente realizzato il mercatino di Natale, ancora con le nostre risorse, e abbiamo fatto “Benvenuto vermentino” per la Promocamera di Sassari e non per il Comune».
Shardana challenge. La lista presentata da Mirtò continua e si focalizza su Shardana challenge, la manifestazione a base di corsa a ostacoli e gastronomia organizzata ad aprile nella spiaggia di Pittulongu. «Abbiamo portato Olbia nella Formula 1, nel mondiale di rally e nella Città dell’olio senza alcun rimborso, ma solo perché amiamo la nostra città - proseguono dalla società -. Abbiamo fatto un servizio di catering per il Giro d’Italia e dato che siamo un’agenzia di catering è giusto che si sia un rimborso: abbiamo preso 15mila euro. Poi abbiamo portato l’evento “Shardana” con i nostri soldi, equivalenti a 35mila euro, mentre il contributo comunale è andato all’associazione Mudder inside di Sassari che ha gestito la parte sportiva. Si è trattato di un evento che potevamo organizzare da qualunque altra parte, ma abbiamo deciso di farlo nella nostra città».
Il festival a Mogadiscio. Ad agosto, invece, Mirtò ha organizzato Festival del mirto tra il parco Mario Cervo, a Mogadiscio, e il centro storico, tra percorsi del gusto, artigianato, spettacoli, musica e mamuthones. A luglio il festival era stato presentato in anteprima in piazza Nassiriya. «L’evento di presentazione del festival, in piazza Nassiriya, è stato organizzato con i nostri soldi in un quartiere trascurato da chi oggi ci accusa - si difende Mirtò -. Stesso discorso per il Festival del mirto, per il quale abbiamo anche speso 5mila euro per sistemare strade e parcheggi del parco Mario Cervo. Non abbiamo voluto nessun contributo. Tutti gli eventi sono stati pagati con i nostri soldi, dalle sfilate di moda ai mamuthones. Lo abbiamo fatto con le nostre forze, con le nostre strutture e con il nostro lavoro, realizzando il più bell’evento dell’estate olbiese». Infine un passaggio su Vita da aMare, la maxi regata solidale in scena qualche settimana fa a Porto Rotondo: «Qui nulla a che fare con l’amministrazione. Abbiamo dato l’ospitality gratuita e chiesto un rimborso spese per il catering».
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