La Nuova Sardegna

Olbia

Un nido al museo per l’aquila di via Escrivà

L’idea lanciata su una pagina Fb per il simbolo della Regia aeronautica che ricorda l’idroscalo Anfossi

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OLBIA. Qualcuno vuole salvare l’aquila di via Escrivà. L’idea è di toglierla dallo spartitraffico e trasferirla al museo archeologico, come simbolo di un passato ormai parecchio lontano. È l’aquila poggiata su un masso di granito, al centro di un’aiuola di via Escrivà, davanti a uno specchio di mare dove un tempo atterravano gli idrovolanti. Era un simbolo della Regia aeronautica italiana e fu ritrovato, pochi anni fa, durante alcuni lavori nella zona. Si trova nell’area di Porto Romano perché qui, nel 1927, venne inaugurato l’idroscalo Anfossi, per collegamenti civili e militari, poi dismesso dopo la fine della seconda guerra mondiale. E visto che l’aquila è oggi l’unico resto dell’idroscalo Anfossi, in città c’è chi avanza la proposta di trasferirla al museo.

L’idea è di Gian Stefano Ricci, amministratore insieme a Franco Degortes della pagina Facebook «Olbia...oggi, ieri e domani», che conta circa 12mila iscritti in tutto il mondo e che ogni giorno viene aggiornata con foto recenti e in bianco e nero. «Da qualche tempo in via Escrivà è presente un vecchio manufatto che rappresenta un’aquila – scrive Gian Stefano Ricci su Facebook –. Quest’aquila è il simbolo della Regia aeronautica militare, che ebbe sede nell’area denominata “idroscalo”. Ne fu comandante, per un breve periodo, il padre di un mio caro amico, Gianni Izzo, nostro emerito e illustre concittadino nonché amante dell’aeronautica e del volo, tenuto conto che è proprietario del mitico aereo Vans Rv-4 “Lampu”. Il nostro intento, insieme a Gianni e coloro che amano l’aeronautica e il volo, è chiedere all’amministrazione comunale e al sindaco Nizzi che il manufatto venga restaurato e trasferito al museo archeologico, dove sicuramente godrebbe di maggiore visibilità, magari con una targa commemorativa».

In effetti, non c’è nient’altro in città che ricordi l’idroscalo Anfossi. La stessa strada che costeggia lo specchio di Porto Romano è stata intitolata a Escrivà de Balaguer, il fondatore dell’Opus dei, che ben poco c’entra con la storia di Olbia e dell’idroscalo. Qualche mese fa un altro olbiese, Nico Mu, ex comandante di Alitalia, aveva avanzato una simile proposta. E cioè restaurare la casa dell’aviazione dell’ex campo di volo Fausto Noce, inaugurato nel 1921 al posto dell’attuale parco, oggi ridotta a un rudere costantemente preso di mira dai vandali. L’idea di Nico Mu è trasformare la vecchia struttura in un museo dell’aviazione. (d.b.)

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