Il rione Baratta in rivolta:«Qui l’alluvione fa paura»
di Dario Budroni
Sterpaglie e spazzatura formano una diga nella lottizzazione Sa Fossa Canali intasati, un ponte ferroviario da abbattere, la rete idrica inadeguata
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OLBIA. In zona Baratta il sole splende e il canale che scorre vicino è praticamente asciutto. Ma da queste parti la paura è un qualcosa che si può tagliare a fette. Il quartiere che per ben due volte ha dovuto fare i conti con l’alluvione, prima nel 2013 e poi nel 2015, teme che tutto possa riaccadere non appena comincerà a piovere. Per questo ieri mattina decine di abitanti della zona sono scesi per strada. Nel mirino della protesta c’è finito naturalmente il Comune, accusato di non avere fatto ancora nulla per mettere in sicurezza uno dei quartieri più pericolosi della città. Quasi un anno fa era stato annunciato un intervento di 2 milioni, ma i lavori non sono ancora partiti. Secondo il sindaco Settimo Nizzi, invece, le ruspe entreranno presto in azione.
Abbandonati. In zona Baratta, un quartiere che conta migliaia di persone, esiste un un gruppo, un comitato spontaneo, che ogni tanto si riunisce per urlare ciò che non va. «Ci sentiamo abbandonati dal Comune e abbiamo paura – dice Maria Dettoto, una abitante del quartiere –. Leggiamo sempre di feste, di convegni, di eventi, di turismo. Sembra quasi un’altra Olbia. Ma questa Olbia, quella alluvionata, è completamente abbandonata». Sulla stessa linea Francesca Cavassa. «Inoltre abbiamo chiesto un incontro al sindaco, ma non ci ha ricevuto – spiega la cittadina –. Lo avevamo incontrato nel dicembre del 2016, quando ci aveva annunciato dei lavori per 2 milioni di euro, poi però non lo abbiamo più visto».
La rete idrica. Nel popoloso quartiere, che si affaccia sul rio Siligheddu, ci sono tante cose che non funzionano. E non serve aspettare un’alluvione per scoprirne gli effetti. Basta una pioggia per mandare tutto in tilt. Innanzitutto c’è una rete idrica decisamente inadeguata, visto che quando piove le acque bianche finiscono nella rete fognaria. Così i tombini eruttano e nelle case non si possono utilizzare i servizi igienici. Poi, a causa delle pendenze sbagliate, il mini canale che attraversa il quartiere non sempre riesce a far defluire le acque bianche nel Siligheddu, con il conseguente allagamento delle strade. Un altro spauracchio è la lottizzazione Sa Fossa: un reticolo di strade e marciapiedi, ricoperti di sterpaglie e spazzatura, che è rialzato rispetto al resto del quartiere e che forma una specie di diga. Tra le altre cose, ieri mattina, i cittadini si sono chiesti quando le ferrovie abbatteranno il ponticello con i binari sul Siligheddu: una delle tante opere incongrue che strozzano i canali olbiesi e che saranno abbattute come prevede il Piano Mancini. «E poi il Comune ha pulito il letto del fiume – aggiunge Carlo Altana –. Ma lo ha fatto solo dove ci sono gli argini in cemento, mentre nel tratto che va verso il mare le sterpaglie sono rimaste ed è tutto sporco».
La grande paura. Zona Baratta, quartiere che nasce sulla sponda del rio Siligheddu, nel 2013 e nel 2015 è stata totalmente inondata dal fango. Le case al piano terra sono state tutte sommerse dall’acqua. Qui c’è morta anche una persona. Per questo, da quattro anni, in zona Baratta si vive nel terrore. Ogni volta che piove l’angoscia sale alle stelle. I cittadini sanno bene di trovarsi in una zona per nulla sicura e così si sono tutti armati di paratie da piazzare su porte e finestre. Quando il meteo annuncia forti temporali, in tanti prendono l’auto e si allontanano per passare la notte da amici o parenti. Un rischio idrogeologico altissimo che potrà essere smorzato soltanto tramite lunghi e costosi interventi. Ma nel frattempo il quartiere ha paura. E chiede interventi rapidi.
Abbandonati. In zona Baratta, un quartiere che conta migliaia di persone, esiste un un gruppo, un comitato spontaneo, che ogni tanto si riunisce per urlare ciò che non va. «Ci sentiamo abbandonati dal Comune e abbiamo paura – dice Maria Dettoto, una abitante del quartiere –. Leggiamo sempre di feste, di convegni, di eventi, di turismo. Sembra quasi un’altra Olbia. Ma questa Olbia, quella alluvionata, è completamente abbandonata». Sulla stessa linea Francesca Cavassa. «Inoltre abbiamo chiesto un incontro al sindaco, ma non ci ha ricevuto – spiega la cittadina –. Lo avevamo incontrato nel dicembre del 2016, quando ci aveva annunciato dei lavori per 2 milioni di euro, poi però non lo abbiamo più visto».
La rete idrica. Nel popoloso quartiere, che si affaccia sul rio Siligheddu, ci sono tante cose che non funzionano. E non serve aspettare un’alluvione per scoprirne gli effetti. Basta una pioggia per mandare tutto in tilt. Innanzitutto c’è una rete idrica decisamente inadeguata, visto che quando piove le acque bianche finiscono nella rete fognaria. Così i tombini eruttano e nelle case non si possono utilizzare i servizi igienici. Poi, a causa delle pendenze sbagliate, il mini canale che attraversa il quartiere non sempre riesce a far defluire le acque bianche nel Siligheddu, con il conseguente allagamento delle strade. Un altro spauracchio è la lottizzazione Sa Fossa: un reticolo di strade e marciapiedi, ricoperti di sterpaglie e spazzatura, che è rialzato rispetto al resto del quartiere e che forma una specie di diga. Tra le altre cose, ieri mattina, i cittadini si sono chiesti quando le ferrovie abbatteranno il ponticello con i binari sul Siligheddu: una delle tante opere incongrue che strozzano i canali olbiesi e che saranno abbattute come prevede il Piano Mancini. «E poi il Comune ha pulito il letto del fiume – aggiunge Carlo Altana –. Ma lo ha fatto solo dove ci sono gli argini in cemento, mentre nel tratto che va verso il mare le sterpaglie sono rimaste ed è tutto sporco».
La grande paura. Zona Baratta, quartiere che nasce sulla sponda del rio Siligheddu, nel 2013 e nel 2015 è stata totalmente inondata dal fango. Le case al piano terra sono state tutte sommerse dall’acqua. Qui c’è morta anche una persona. Per questo, da quattro anni, in zona Baratta si vive nel terrore. Ogni volta che piove l’angoscia sale alle stelle. I cittadini sanno bene di trovarsi in una zona per nulla sicura e così si sono tutti armati di paratie da piazzare su porte e finestre. Quando il meteo annuncia forti temporali, in tanti prendono l’auto e si allontanano per passare la notte da amici o parenti. Un rischio idrogeologico altissimo che potrà essere smorzato soltanto tramite lunghi e costosi interventi. Ma nel frattempo il quartiere ha paura. E chiede interventi rapidi.
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