La Nuova Sardegna

Olbia

Sarà una trattativa privata a decidere il futuro della Rsa

di Giandomenico Mele
Sarà una trattativa privata a decidere il futuro della Rsa

La gara per l’affidamento della struttura con 120 posti letto non ha dato risultati L’Inail ha tempo sino al 25 ottobre per trovare un affittuario a 270mila euro annui

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OLBIA. Dopo due procedure di gara che non hanno condotto a nessuno sviluppo, sarà una trattativa privata a decidere il destino della Rsa Sole di Gallura di via Tavolara. L’Inail avrà tempo fino al 25 ottobre per trovare un affittuario per l’edificio, a canone annuo di 270mila euro. Un’impresa che appare estremamente complicata, soprattutto dopo il naufragio della procedura di accreditamento per il servizio di Residenza sanitaria assistita e, di conseguenza, l’addio all’acquisizione della struttura di via Tavolara da parte del gruppo Kos, colosso dei servizi sanitari e assistenziali: il quale aveva dovuto ritirarsi dalla corsa per l’impossibilità di concludere la procedura di accreditamento presso l’assessorato regionale alla Sanità.

Il gruppo Kos, la holding con sede a Milano, lo scorso 14 marzo, attraverso la controllata Istituto Santo Stefano (oggi Kos Care s.r.l) aveva presentato all’Inail un’offerta per la locazione dell’immobile di via Tavolara a Olbia, con l’obiettivo di gestire una residenza sanitaria assistenziale da circa 120 posti letto. Dopo quattro mesi senza che si fosse potuta concretizzare un’ipotesi di autorizzazione e accreditamento della struttura e di convenzionamento con il servizio sanitario regionale, la società aveva comunicato all’Inail di considerare la propria offerta priva di effetti, anche al fine di consentire alla proprietà di valutare alternative di affidamento dell’immobile e di non pregiudicare il rilancio della struttura.

L’affitto. L’Inail ha così proceduto secondo trattativa privata a evidenza pubblica, abbassando del 10% il canone di locazione, sulla base dei presupposti delle procedure precedenti. Il primo bando prevedeva un canone di locazione a base d'asta che partiva da 300 mila euro l'anno (25 mila euro al mese), per una durata di sei anni rinnovabili per altri sei. Si disponeva che fosse individuata per la stipula del contratto di locazione l'offerta, al rialzo, più alta rispetto all'importo base. Un aspetto importante riguarda la destinazione d'uso, visto che è legata a doppio filo con il futuro mantenimento di un servizio di Rsa nel territorio. Il bando specificava con chiarezza che la destinazione comprende le Rsa, le case protette, le residenze assistite, i centri diurni e ogni altro tipo di accoglienza residenziale transitoria. Potranno inoltre essere svolte in via residuale le attività accessorie a quelle primarie, quali poliambulatorio (anche intramoenia), riabilitazione e trasporto malati. La destinazione dell’edificio resta quindi vincolata alle finalità sociali di Rsa e attività assimilabili ai sensi della legge "Grande Giubileo" e fino al 2020 compreso.

Messa a norma. Dunque la destinazione vincolata durerà fino al 2020, ma quale sarà dopo il destino di quell'edificio? Anche perché il palazzo potrebbe dover ricevere un nuovo accreditamento per svolgere funzioni di Rsa e per farlo, come confermato dall'Inail, sono necessari lavori di adeguamento della struttura. Dall'impianto antincendio a quello elettrico, più altri lavori indispensabili per adeguare lo stabile alle norme di sicurezza e ai requisiti necessari per lo svolgimento di attività di tipo sanitario.

L'importo richiesto per il completamento di questi lavori non è ufficiale, ma potrebbe aggirarsi intorno ai 500 mila euro, anche se non si possono escludere importi superiori. Su chi si farà carico di questi lavori resta il punto interrogativo. Si presume che debba essere raggiunto un accordo tra l'Inail e il soggetto che si aggiudicherà l'appalto.

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