Il Consorzio: subito i fondi per la siccità
di Tiziana Simula
L’appello del presidente: senza copertura economica impossibile realizzare i progetti per recuperare nuove risorse idriche
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OLBIA. La siccità inaridisce le campagne e prosciuga la diga del Liscia, dove il livello dell’acqua – al 45 per cento al 30 settembre – si è drammaticamente ridotto. Il Consorzio di Bonifica della Gallura lancia un nuovo Sos. Bisogna correre ai ripari al più presto. «Senza piogge è a rischio il futuro irriguo della Gallura: servono interventi mirati per il recupero di acqua, preservando quella presente nel Liscia», spiega il presidente del Consorzio, Marco Marrone.
I progetti già ci sono, ricorda Marrone. Sono due e li ha elaborati lo stesso Consorzio di Bonifica. Uno, diviso in due lotti, riguarda la captazione di acqua dal rio Padrongianus, l’altro, capta acqua nell’area del monte Tova, a valle della diga del Liscia, dove scorrono diversi affluenti. Il problema è che non c’è la copertura finanziaria necessaria per realizzare i due progetti «già dichiarati idonei dall’Autorità di bacino», rimarca Marrone.
Lo scorso inverno, vista la necessità di mettere in campo azioni di prevenzione sul fronte siccità, l’Autorità di Bacino della Sardegna aveva istituito una cabina di regia per analizzare le possibili soluzioni volte alla captazione di nuova risorsa idrica. «In quella sede il Consorzio di Bonifica della Gallura ha presentato due progetti, di facile realizzazione e dai costi contenuti, capaci di incrementare la quantità d’acqua necessaria agli usi irrigui e di preservare quella presente nella diga del Liscia – spiega Marrone –. Il primo progetto, sul rio Padrongianus, prevede un duplice intervento: il 1 lotto è già stato finanziato dalla Regione (2 milioni 300mila euro) e il Consorzio sta elaborando la progettazione esecutiva propedeutica per l’appalto dei lavori, mentre il lotto 2, pur essendo stato deliberato dalla giunta regionale a luglio (5 milioni 350mila euro) ancora oggi non ha ottenuto le relative risorse finanziarie. Sul secondo progetto, localizzato sul monte Tova, invece, tutto tace. Eppure dalle carte progettuali emerge la possibilità di captare una quantità di risorsa irrigua stimata, per difetto, in 8 milioni di metri cubi con possibilità di immetterla direttamente nel canale adduttore».
Un vero e proprio pronto intervento, dunque, per attenuare l’emergenza idrica nelle campagne, dissetando le colture e dando sollievo al comparto agricolo. «Da tre anni la Gallura è vittima di una siccità senza precedenti – incalza il presidente del Consorzio di Bonifica – La mancanza di precipitazioni che ha caratterizzato gli ultimi nove mesi ha comportato un uso importante delle riserve idriche presenti nel bacino del Liscia e senza un inverno particolarmente piovoso la prossima stagione irrigua, di fatto, rischia di essere già compromessa. L’unica soluzione possibile per garantire un futuro certo all’irrigazione e quindi al comparto agricolo gallurese è quello di incrementare la captazione dell’acqua attraverso il finanziamento e la realizzazione dei progetti già dichiarati idonei dall’Autorità di Bacino. Il pieno finanziamento dell’opera sul rio Padrongianus e dei lavori sul monte Tova sono due momenti cruciali e imprescindibili per il futuro del nostro territorio».
I progetti già ci sono, ricorda Marrone. Sono due e li ha elaborati lo stesso Consorzio di Bonifica. Uno, diviso in due lotti, riguarda la captazione di acqua dal rio Padrongianus, l’altro, capta acqua nell’area del monte Tova, a valle della diga del Liscia, dove scorrono diversi affluenti. Il problema è che non c’è la copertura finanziaria necessaria per realizzare i due progetti «già dichiarati idonei dall’Autorità di bacino», rimarca Marrone.
Lo scorso inverno, vista la necessità di mettere in campo azioni di prevenzione sul fronte siccità, l’Autorità di Bacino della Sardegna aveva istituito una cabina di regia per analizzare le possibili soluzioni volte alla captazione di nuova risorsa idrica. «In quella sede il Consorzio di Bonifica della Gallura ha presentato due progetti, di facile realizzazione e dai costi contenuti, capaci di incrementare la quantità d’acqua necessaria agli usi irrigui e di preservare quella presente nella diga del Liscia – spiega Marrone –. Il primo progetto, sul rio Padrongianus, prevede un duplice intervento: il 1 lotto è già stato finanziato dalla Regione (2 milioni 300mila euro) e il Consorzio sta elaborando la progettazione esecutiva propedeutica per l’appalto dei lavori, mentre il lotto 2, pur essendo stato deliberato dalla giunta regionale a luglio (5 milioni 350mila euro) ancora oggi non ha ottenuto le relative risorse finanziarie. Sul secondo progetto, localizzato sul monte Tova, invece, tutto tace. Eppure dalle carte progettuali emerge la possibilità di captare una quantità di risorsa irrigua stimata, per difetto, in 8 milioni di metri cubi con possibilità di immetterla direttamente nel canale adduttore».
Un vero e proprio pronto intervento, dunque, per attenuare l’emergenza idrica nelle campagne, dissetando le colture e dando sollievo al comparto agricolo. «Da tre anni la Gallura è vittima di una siccità senza precedenti – incalza il presidente del Consorzio di Bonifica – La mancanza di precipitazioni che ha caratterizzato gli ultimi nove mesi ha comportato un uso importante delle riserve idriche presenti nel bacino del Liscia e senza un inverno particolarmente piovoso la prossima stagione irrigua, di fatto, rischia di essere già compromessa. L’unica soluzione possibile per garantire un futuro certo all’irrigazione e quindi al comparto agricolo gallurese è quello di incrementare la captazione dell’acqua attraverso il finanziamento e la realizzazione dei progetti già dichiarati idonei dall’Autorità di Bacino. Il pieno finanziamento dell’opera sul rio Padrongianus e dei lavori sul monte Tova sono due momenti cruciali e imprescindibili per il futuro del nostro territorio».
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