Olbia, cento anziani bloccati da un’auto
Lite nella palazzina Iacp di via Parma: vicino di casa impedisce l’accesso in sede ai membri dell’Associazione ricreativa
OLBIA. Niente svago a suon di valzer e mazurca. La carica dei cento anziani dell’Associazione ricreativa II e III età si ferma davanti a una serranda chiusa. Da una settimana, gli associati della Onlus riconosciuta da Sardegna solidale non possono entrare nella loro sede, in via Parma numero 5, al piano terra di una palazzina Iacp: un’auto è stata parcheggiata “a tappo” davanti all’ingresso, con la ruota addirittura sopra il lucchetto che chiude la serranda. Impossibile sollevarla. A piazzare la macchina lì, non è un automobilista sbadato, ma un vicino di casa che abita al piano superiore. «È un dispetto, è un sopruso nei nostri confronti», attacca Stefano Degortes, 88 anni, il più anziano degli associati, che ha denunciato il fatto anche sul profilo Facebook dell’associazione. Ma, fa sapere, è già pronta anche una denuncia ai carabinieri che il presidente Vincenzo Carta presenterà oggi.
«L’ultima spiaggia – rimarca Stefano Degortes – perché finora nessuno è riuscito a far spostare quella macchina benché abbia chiesto l’intervento della polizia locale e del Comune». Un atto di prepotenza bello e buono, lo bollano gli iscritti, impossibilitati a entrare in sede e a svolgere le attività programmate. Una sorta di bega di condominio che sta intrappolando l’associazione e amareggiando gli anziani, privati dei loro momenti di aggregazione.
«Attribuisce a noi dei danni alla sua macchina, ma noi non c’entriamo nulla – spiega Stefano Degortes – Probabilmente sono stati fatti dal mezzo dell’agenzia di trasporto che ha caricato le nostre valigie quando siamo partiti per le terme. Sostiene che l’associazione gli deve pagare i danni, e siccome non intendiamo farlo, per tutta risposta ha bloccato l’ingresso della sede con la macchina. Giorni fa, l’ha tolta e poi l’ha rimessa. Fatto sta che da una settimana non riusciamo più sollevare la serranda».
Da ieri sarebbero dovute riprendere le serate danzanti: un appuntamento caro agli associati che si riuniscono ogni domenica dalle 18 alle 22 per ballare il liscio e balli di gruppo. Ma insieme alla musica si è spento anche l’entusiasmo. E la rabbia comincia a salire. Perché lo scopo dell’associazione è proprio quello ricreativo: condividere momenti di svago e divertimento. Gli associati, un centinaio dai 60 agli 80 anni suonati, ballano e fanno ginnastica riunendosi 3, 4 volte la settimana nella sede (data in comodato d’uso dal Comune), oltre a organizzare viaggi e a partecipare ai soggiorni termali organizzati dall’amministrazione. «Tutta la nostra attività è bloccata – lamenta ancora l’uomo – E sta anche impedendo lo svolgimento del servizio civile che sarebbe dovuto partire una settimana fa». Su Fb, ieri, Stefano Degortes ha comunicato agli iscritti che «a causa del perdurare del parcheggio anomalo questa sera non ci sarà nessuna serata ricreativa». E sul web si è scatenata l’indignazione. C’è chi suggerisce di chiamare il carroattrezzi e chi condanna tanta prepotenza.
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