l’escursione
L’archeologo “a passeggio” nella storia
OLBIA. Gli inglesi la chiamano «public archeology». In altre parole è l’archeologia raccontata in un modo che tutti possano comprenderla e apprezzarla. «ApriAmo l’isola Gabbia», sicuramente uno degli...
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OLBIA. Gli inglesi la chiamano «public archeology». In altre parole è l’archeologia raccontata in un modo che tutti possano comprenderla e apprezzarla. «ApriAmo l’isola Gabbia», sicuramente uno degli eventi culturali più interessanti dell’anno, ne è un valido esempio. Il tutto è stato ideato dall’archeologo Agostino Amucano, presidente dell’associazione Larathanos, e da Angelo Dettori, presidente dell’associazione Vela latina Olbia. Ad affiancare le due associazioni è stata la coop Marina di Tilibbas guidata da Antonio Biddau, che ha trasportato le persone sull’isola a bordo dei chiattini e che ha offerto uno spuntino in via Dei Lidi. Inoltre hanno collaborato Insula felix, De Vizia, assessorato comunale all’Ambiente, Anpana, Kayak Olbia e consorzio San Michele. L’evento è stato suddiviso in due giornate. Sabato 14 ottobre decine di volontari hanno raggiunto l’isola per ripulirla dai rifiuti. In tutto sono stati riempiti ben 36 sacchi. Invece lo scorso sabato si è svolta la lezione in cammino «ArcheoGo», tenuta da Agostino Amucano. Una formula, avviata non troppo tempo fa dall’associazione Larathanos, che ha subito avuto un certo successo. Funziona così: l’archeologo accompagna i visitatori a spasso per la città per andare alla scoperta della storia e dei luoghi simbolo del passato. Lo studioso non utilizza mai un linguaggio accademico ma cerca di avvicinare anche i profani alla materia attraverso una comunicazione semplice, chiara e coinvolgente. «Mettiamo quasi sempre un limite massimo al numero dei partecipanti - spiega Amucano -. E questo perché bisogna dare a tutti la possibilità di seguire, di capire e di interagire». Sono numerosi gli «ArcheoGo» organizzati da Larathanos, che spesso si avvale anche dei contributi di altri studiosi e appassionati di storia locale. Passeggiate che hanno fatto tappa nel centro storico olbiese, poi a Porto Rotondo, a San Nicola, a Mogadiscio e in via Redipuglia per ricordare il bombardamento di Olbia, al museo archeologico, lungo i fortini e la ferrovia di Capo Figari e anche nella zona di Porto San Paolo. (d.b.)
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