Niente corsi socio sanitari aria di rivolta in Gallura
di Dario Budroni
La richiesta dell’indirizzo di studi presentata in vista dell’apertura del Mater Olbia L’area di Sassari si oppone. «Ma non ci arrendiamo e andremo alla Regione»
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OLBIA. L’indirizzo socio sanitario resta un sogno. La città rimane ancora a bocca asciutta e per questo andrà a bussare direttamente alla porta della Regione. La conferenza provinciale, che si è riunita venerdì a Sassari per approvare il piano di dimensionamento scolastico, ha infatti detto no all’istituzione di un percorso di studi di questo tipo. Si tratta di un tema particolarmente sentito in città soprattutto in vista dell’apertura dell’ospedale Mater Olbia.
Sono tanti i giovani che vorrebbero studiare l’assistenza sanitaria sui banchi di scuola per poi spendere il diploma nelle strutture sia pubbliche che private. Ma almeno per il momento Olbia non avrà il suo indirizzo socio sanitario. Novità sicuramente più rassicuranti, invece, sul fronte delle scuole materne, elementari e medie.
Olbia e il socio sanitario. Alla conferenza non ha partecipato la maggior parte dei sindaci della Gallura. I sindaci chiedono infatti l’istituzione di una provincia del nord-est e hanno deciso di non prendere più parte a nessun incontro sotto le insegne di Sassari. In conferenza, però, sono comunque arrivate, per iscritto, le richieste dei vari Comuni. Quello di Olbia, tramite un documento firmato dall’assessore alla Pubblica istruzione Sabrina Serra, tra le altre cose ha chiesto l’istituzione del corso professionale «Servizi socio sanitari» presso l’istituto Amsicora per l’anno 2018-2019. «Offrirebbe un’opportunità diversa in un territorio ad altissime percentuali di dispersione scolastica - ha scritto l’assessore, a nome di tutto il mondo scolastico olbiese -. Inoltre l’imminente apertura del Mater Olbia garantirebbe opportunità di lavoro in un momento di crisi». Visto il no della conferenza provinciale, il Comune si rivolgerà alla Regione, cioè l’ente a cui spetta l’ultima parola.
A bocca asciutta. Da anni l’istituto professionale Amsicora chiede l’attivazione dell’indirizzo socio sanitario, già presente nella sede di Oschiri (sempre dell’Amsicora) dove però fa una certa fatica a decollare. «Hanno approvato il dimensionamento senza che ci fossimo noi rappresentanti delle scuole - spiega Gianluca Corda, preside dell’Amsicora -. Tutti noi eravamo convinti che fossimo solo al primo incontro, è stato quasi un blitz. Ci dispiace che non venga accolta la nostra richiesta e non riusciamo neanche a comprenderne il motivo. Ma non ci fermeremo, crediamo nell’importanza per il territorio di questo indirizzo e quindi porteremo il discorso direttamente in Regione».
Le buone notizie. La conferenza provinciale, venerdì, ha comunque detto sì almeno alle altre richieste presentate da Olbia. Tutte richieste che riguardano le scuole gestite dal Comune, e cioè materne, elementari e medie. «Abbiamo chiesto la deroga alla formazione di nuovi istituti comprensivi - spiega Sabrina Serra -. E questo perché, visto l’elevato numero di studenti per singolo plesso, ci ritroveremmo con istituti comprensivi affollatissimi penalizzando la buona gestione. Manteniamo quindi l’attuale rete scolastica». Uno dei dati più importanti è che non scompariranno le scuole nelle frazioni di Berchiddeddu, San Pantaleo e Rudalza. E in più, nella scuola di Rudalza, sarà istituito il tempo pieno per agevolare il flusso degli studenti che abitano nella zona alta di viale Aldo Moro. Un modo, questo, per decongestionare anche i plessi cittadini. Nei prossimi mesi toccherà alla Regione confermare (o bocciare) il piano deliberato dalla conferenza provinciale.
Sono tanti i giovani che vorrebbero studiare l’assistenza sanitaria sui banchi di scuola per poi spendere il diploma nelle strutture sia pubbliche che private. Ma almeno per il momento Olbia non avrà il suo indirizzo socio sanitario. Novità sicuramente più rassicuranti, invece, sul fronte delle scuole materne, elementari e medie.
Olbia e il socio sanitario. Alla conferenza non ha partecipato la maggior parte dei sindaci della Gallura. I sindaci chiedono infatti l’istituzione di una provincia del nord-est e hanno deciso di non prendere più parte a nessun incontro sotto le insegne di Sassari. In conferenza, però, sono comunque arrivate, per iscritto, le richieste dei vari Comuni. Quello di Olbia, tramite un documento firmato dall’assessore alla Pubblica istruzione Sabrina Serra, tra le altre cose ha chiesto l’istituzione del corso professionale «Servizi socio sanitari» presso l’istituto Amsicora per l’anno 2018-2019. «Offrirebbe un’opportunità diversa in un territorio ad altissime percentuali di dispersione scolastica - ha scritto l’assessore, a nome di tutto il mondo scolastico olbiese -. Inoltre l’imminente apertura del Mater Olbia garantirebbe opportunità di lavoro in un momento di crisi». Visto il no della conferenza provinciale, il Comune si rivolgerà alla Regione, cioè l’ente a cui spetta l’ultima parola.
A bocca asciutta. Da anni l’istituto professionale Amsicora chiede l’attivazione dell’indirizzo socio sanitario, già presente nella sede di Oschiri (sempre dell’Amsicora) dove però fa una certa fatica a decollare. «Hanno approvato il dimensionamento senza che ci fossimo noi rappresentanti delle scuole - spiega Gianluca Corda, preside dell’Amsicora -. Tutti noi eravamo convinti che fossimo solo al primo incontro, è stato quasi un blitz. Ci dispiace che non venga accolta la nostra richiesta e non riusciamo neanche a comprenderne il motivo. Ma non ci fermeremo, crediamo nell’importanza per il territorio di questo indirizzo e quindi porteremo il discorso direttamente in Regione».
Le buone notizie. La conferenza provinciale, venerdì, ha comunque detto sì almeno alle altre richieste presentate da Olbia. Tutte richieste che riguardano le scuole gestite dal Comune, e cioè materne, elementari e medie. «Abbiamo chiesto la deroga alla formazione di nuovi istituti comprensivi - spiega Sabrina Serra -. E questo perché, visto l’elevato numero di studenti per singolo plesso, ci ritroveremmo con istituti comprensivi affollatissimi penalizzando la buona gestione. Manteniamo quindi l’attuale rete scolastica». Uno dei dati più importanti è che non scompariranno le scuole nelle frazioni di Berchiddeddu, San Pantaleo e Rudalza. E in più, nella scuola di Rudalza, sarà istituito il tempo pieno per agevolare il flusso degli studenti che abitano nella zona alta di viale Aldo Moro. Un modo, questo, per decongestionare anche i plessi cittadini. Nei prossimi mesi toccherà alla Regione confermare (o bocciare) il piano deliberato dalla conferenza provinciale.
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