Il nuovo volto della città tra verde e lotta al degrado
di Dario Budroni
Ecco il Programma: 15 milioni per riqualificazione urbana e inclusione sociale Rinascita per i quartieri Sacra Famiglia e Poltu Quadu: musica, teatro, ambiente
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OLBIA. Certe volte abitare nei quartieri malridotti può avere il suo risvolto positivo. Ne sanno qualcosa gli olbiesi che vivono nei rioni della Sacra Famiglia e di Poltu Quadu. Perché qui, nel giro di poco tempo, cambieranno tante cose: nasceranno aree verdi con piste ciclabili, vecchi palazzi sgangherati troveranno nuova vita e il teatro Michelucci servirà finalmente a qualcosa. In più vedranno la luce tante piccole imprese. È il miracolo del progetto di riqualificazione urbana e inclusione sociale «Iti - Olbia città sicura e solidale». L’amministrazione ha a disposizione 15 milioni di euro per cambiare pelle alla fetta di città compresa tra l’ex ponte di ferro e il teatro Michelucci. Nella sala di quel teatro, il progetto è stato presentato nei dettagli. «Stiamo parlando di un qualcosa di molto importante, perché interverremo in due quartieri dove si è sempre pensato che le cose non potessero funzionare», ha detto il sindaco Settimo Nizzi.
Verde e piste ciclabili. Dal ponte di ferro di via Roma partirà una pista ciclabile di 3 chilometri che arriverà fino all’aeroporto. Il percorso si snoderà lungo la costa e farà tappa sull’isola Lepre, tramite un istmo già esistente, mentre tornerà sulla terra ferma, verso Poltu Quadu, grazie a un ponticello di legno. Dunque, la pista non passerà sul muro della peschiera, come era stato inizialmente ipotizzato. Nel regno dei fenicotteri, una delle aree più belle del golfo, scomparirà il degrado, sarà realizzato un parco con postazioni per il birdwatching e saranno ristrutturate le vecchie costruzioni.
Il teatro MicheluccI. La grande e ultima opera dell’architetto Giovanni Michelucci non sarà più abbandonata a se stessa. Con la collaborazione della Fondazione Michelucci, nascerà la prima biblioteca musicale internazionale in Sardegna, con servizi di lettura e ascolto musicale, servizi informatici, banche dati e nuove tecnologie. Inoltre i ragazzi del vicino liceo artistico De André, uno dei partner dell’Iti, qui potranno sviluppare i loro progetti teatrali.
Il polo san Ponziano. Uno degli angoli di maggiore degrado di Olbia è sicuramente la zona che circonda la chiesa di San Ponziano, a Poltu Quadu. Qui saranno rimessi a nuovo la chiesa, con la collaborazione della Diocesi, e l’ex ospizio ora gestito dai salesiani, dove nasceranno diversi spazi polivalenti. Saranno realizzate aree verdi e sarà riqualificato il lungomare.
La casa della musica. L’ex mattatoio di via Roma, ormai quasi del tutto ristrutturato, si chiamerà «MusMat» e diventerà la sede della banda Felicino Mibelli e della Scuola civica di musica. Saranno creati spazi per le lezioni e per le prove e anche una grande sala per i concerti da 150 posti
L’inclusione sociale. Ma il progetto Iti non è solo riqualificazione. Grande importanza sarà dedicata all’inclusione sociale, per sconfiggere la marginalizzazione, l’esodo giovanile, la dispersione scolastica e la disoccupazione. Saranno quindi avviati laboratori e progetti con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove imprese e di eliminare le barriere che ostacolano lo sviluppo. Sarà favorita la partecipazione degli abitanti tramite diverse strategie, dalla condivisione delle idee fino alla nascita di nuovi servizi per il cittadino. Gli studenti del liceo De André, per esempio, si occuperanno di dar vita a una campagna divulgativa sul patrimonio storico-archeologico olbiese utilizzando anche le nuove tecnologie.
Verde e piste ciclabili. Dal ponte di ferro di via Roma partirà una pista ciclabile di 3 chilometri che arriverà fino all’aeroporto. Il percorso si snoderà lungo la costa e farà tappa sull’isola Lepre, tramite un istmo già esistente, mentre tornerà sulla terra ferma, verso Poltu Quadu, grazie a un ponticello di legno. Dunque, la pista non passerà sul muro della peschiera, come era stato inizialmente ipotizzato. Nel regno dei fenicotteri, una delle aree più belle del golfo, scomparirà il degrado, sarà realizzato un parco con postazioni per il birdwatching e saranno ristrutturate le vecchie costruzioni.
Il teatro MicheluccI. La grande e ultima opera dell’architetto Giovanni Michelucci non sarà più abbandonata a se stessa. Con la collaborazione della Fondazione Michelucci, nascerà la prima biblioteca musicale internazionale in Sardegna, con servizi di lettura e ascolto musicale, servizi informatici, banche dati e nuove tecnologie. Inoltre i ragazzi del vicino liceo artistico De André, uno dei partner dell’Iti, qui potranno sviluppare i loro progetti teatrali.
Il polo san Ponziano. Uno degli angoli di maggiore degrado di Olbia è sicuramente la zona che circonda la chiesa di San Ponziano, a Poltu Quadu. Qui saranno rimessi a nuovo la chiesa, con la collaborazione della Diocesi, e l’ex ospizio ora gestito dai salesiani, dove nasceranno diversi spazi polivalenti. Saranno realizzate aree verdi e sarà riqualificato il lungomare.
La casa della musica. L’ex mattatoio di via Roma, ormai quasi del tutto ristrutturato, si chiamerà «MusMat» e diventerà la sede della banda Felicino Mibelli e della Scuola civica di musica. Saranno creati spazi per le lezioni e per le prove e anche una grande sala per i concerti da 150 posti
L’inclusione sociale. Ma il progetto Iti non è solo riqualificazione. Grande importanza sarà dedicata all’inclusione sociale, per sconfiggere la marginalizzazione, l’esodo giovanile, la dispersione scolastica e la disoccupazione. Saranno quindi avviati laboratori e progetti con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove imprese e di eliminare le barriere che ostacolano lo sviluppo. Sarà favorita la partecipazione degli abitanti tramite diverse strategie, dalla condivisione delle idee fino alla nascita di nuovi servizi per il cittadino. Gli studenti del liceo De André, per esempio, si occuperanno di dar vita a una campagna divulgativa sul patrimonio storico-archeologico olbiese utilizzando anche le nuove tecnologie.
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