Pescava ricci nell'area marina protetta di Tavolara, multa da 4000 euro
Il pescatore abusivo è stato individuato dalla Guardia costiera
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PORTO SAN PAOLO. Pescava ricci abusivamente all’interno dell’Area marina protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo. Individuato dalla Guardia Costiera è stato sanzionato con un’ammenda di 4000 euro. Il fatto è accaduto di primo mattino.
La segnalazione è arrivata direttamente dal presidente dell’Area Marina Protetta e immediatamente il direttore marittimo, il capitano di vascello Maurizio Trogu, ha disposto l’uscita via mare della Motovedetta CP2216 e via terra di una pattuglia specializzata.
Il personale, appena arrivato in zona, grazie alla collaborazione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna, ha localizzato il pescatore ancora in acqua intento al recupero delle ceste con i ricci appena pescati, accertando e contestando più violazioni.
La persona, spiega una nota della Guardia costiera, stava pescando senza la prevista autorizzazione dell’Area marina protetta, ma soprattutto in tempi vietati, in quanto la pesca al riccio di mare non è stata ancora aperta.
«Il controllo – dicono alla Guardia costiera – ha permesso di scongiurare un danno ambientale, poiché le colonie di echinodermi sono in grande sofferenza in tutti gli areali del Mar di Sardegna ed è un elemento che, per la salvaguardia dell’ambiente e per la sostenibilità futura della filiera, non può essere trascurato».
Sono stati così sequestrati 500 esemplari di riccio di mare (Paracentrotus lividus) per violazione della relativa disciplina sancita dal Decreto Regionale, al Regolamento dell’Amp, nonché al Decreto numero 4 del 2012 in materia di pesca, perciò al pescatore, è stato contestato un verbale amministrativo per l’ammontare complessivo di 4.000 euro. Successivamente, è stata effettuata la certificazione della specie ittica e la verifica di vitalità del pescato che è stato restituito al proprio habitat all’interno dell’ Area marina protetta.
«L’attività della Guardia costiera si inquadra – evidenzia la nota – in una più ampia serie di controlli ambientali e sulla filiera ittica esercitati quotidianamente dal personale della Capitaneria di Porto di Olbia e proseguirà nelle prossime settimane per la tutela della salute pubblica e della fauna marina, vigilando sulla corretta applicazione della normativa in materia di pesca al fine di reprimere eventuali altre attività illecite».
La segnalazione è arrivata direttamente dal presidente dell’Area Marina Protetta e immediatamente il direttore marittimo, il capitano di vascello Maurizio Trogu, ha disposto l’uscita via mare della Motovedetta CP2216 e via terra di una pattuglia specializzata.
Il personale, appena arrivato in zona, grazie alla collaborazione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna, ha localizzato il pescatore ancora in acqua intento al recupero delle ceste con i ricci appena pescati, accertando e contestando più violazioni.
La persona, spiega una nota della Guardia costiera, stava pescando senza la prevista autorizzazione dell’Area marina protetta, ma soprattutto in tempi vietati, in quanto la pesca al riccio di mare non è stata ancora aperta.
«Il controllo – dicono alla Guardia costiera – ha permesso di scongiurare un danno ambientale, poiché le colonie di echinodermi sono in grande sofferenza in tutti gli areali del Mar di Sardegna ed è un elemento che, per la salvaguardia dell’ambiente e per la sostenibilità futura della filiera, non può essere trascurato».
Sono stati così sequestrati 500 esemplari di riccio di mare (Paracentrotus lividus) per violazione della relativa disciplina sancita dal Decreto Regionale, al Regolamento dell’Amp, nonché al Decreto numero 4 del 2012 in materia di pesca, perciò al pescatore, è stato contestato un verbale amministrativo per l’ammontare complessivo di 4.000 euro. Successivamente, è stata effettuata la certificazione della specie ittica e la verifica di vitalità del pescato che è stato restituito al proprio habitat all’interno dell’ Area marina protetta.
«L’attività della Guardia costiera si inquadra – evidenzia la nota – in una più ampia serie di controlli ambientali e sulla filiera ittica esercitati quotidianamente dal personale della Capitaneria di Porto di Olbia e proseguirà nelle prossime settimane per la tutela della salute pubblica e della fauna marina, vigilando sulla corretta applicazione della normativa in materia di pesca al fine di reprimere eventuali altre attività illecite».
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