Il Michelucci diventa un polo culturale
di Dario Budroni
L’arena incompiuta sarà il cuore del piano di riqualificazione urbana e ospiterà la prima biblioteca musicale internazionale
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OLBIA. La situazione era diventata imbarazzante. Fin dalla sua nascita il teatro arena Michelucci, che porta la firma di uno dei più grandi architetti del Novecento, è stato più che altro un capolavoro troppo ingombrante. Soprattutto perché nessuno è mai riuscito a farlo funzionare. Ma adesso, dopo anni di degrado e abbandono, il teatro che si affaccia sul golfo olbiese si prepara a una nuova vita. Tutto passa per il progetto Iti, il maxi intervento di riqualificazione urbana e inclusione sociale che interessa i quartieri di Poltu Quadu e della Sacra Famiglia. In tutto il Comune ha a disposizione 15 milioni di euro di fondi europei. E circa 1 milione e 600 mila saranno dedicati al teatro Michelucci. Qui nascerà la prima biblioteca musicale internazionale sul suolo sardo. Inoltre gli spazi saranno adeguati alle esigenze del vicino liceo artistico Fabrizio De André, che qui darà vita ai suoi laboratori.
Il nuovo Michelucci. Il progetto era stato donato dall’architetto toscano Giovanni Michelucci nel 1990. Il primo lotto era stato terminato nei primi anni Duemila: teatro esterno da 2mila posti, torre cilindrica, auditorium, grande sala multifunzionale. La Regione aveva speso 5 miliardi di lire per la sua costruzione. E a causa della mancanza di altri fondi, l’opera non era stata più completata. Per esempio manca il teatro al chiuso. Far funzionare il Michelucci, per le amministrazioni comunali, è sempre stato praticamente impossibile. Adesso la svolta. Con i soldi dell’Iti, in collaborazione con la fondazione che porta il nome dell’architetto con la quale il Comune ha firmato un protocollo d’intesa, il teatro cambierà pelle e ospiterà innanzitutto una grande biblioteca musicale.
La biblioteca musicale. Il nuovo Michelucci è stato presentato lunedì in una sala del teatro durante la giornata di lancio dell’Iti, l’agenda urbana, che prevede tanti altri interventi lungo tutta la sponda sud. Grande spazio è stato dedicato alla biblioteca musicale internazionale che nascerà all’interno del teatro, dove saranno raccolti opere musicali, testi di letteratura musicale, dizionari e dischi di ogni genere, con uno sguardo particolare rivolto alla musica sarda. In programma anche servizi di lettura e ascolto, di prestito e di assistenza, con tanto di postazioni per l’accesso a internet e alle banche dati. Insomma, un grande polo di aggregazione dedicato a tutti, studiosi e appassionati. Naturalmente saranno organizzate delle iniziative per la divulgazione della cultura musicale.
La scuola e il teatro. Ad avere un ruolo chiave, nella nuova vita del teatro arena Michelucci, sarà il liceo artistico De André, che dista poche centinaia di metri. Un liceo che quest’anno ha anche attivato l’indirizzo musicale. La biblioteca, dunque, supporterà le attività didattiche della scuola. Inoltre il De André utilizzerà gli spazi del Michelucci per i suoi laboratori di italiano e scrittura creativa, di disegno, di danza e di teatro. «La nostra è una scuola periferica, scomoda, difficile da raggiungere. Ma grazie al progetto dell’Iti la nostra condizione si è trasformata in una grande opportunità», ha ben spiegato Emanuela Lutzu, professoressa del De André.
La zona esterna. Anche la zona che circonda il Michelucci cambierà pelle. Nasceranno delle aree verdi e sarà migliorata via Cesare Pavese, la strada che, tra l’altro, collega il teatro con il De André. Con l’utilizzo della tecnologia si cercherà inoltre di proteggere la struttura dal vandalismo, fenomeno che negli anni ha più volte preso di mira il teatro Michelucci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il nuovo Michelucci. Il progetto era stato donato dall’architetto toscano Giovanni Michelucci nel 1990. Il primo lotto era stato terminato nei primi anni Duemila: teatro esterno da 2mila posti, torre cilindrica, auditorium, grande sala multifunzionale. La Regione aveva speso 5 miliardi di lire per la sua costruzione. E a causa della mancanza di altri fondi, l’opera non era stata più completata. Per esempio manca il teatro al chiuso. Far funzionare il Michelucci, per le amministrazioni comunali, è sempre stato praticamente impossibile. Adesso la svolta. Con i soldi dell’Iti, in collaborazione con la fondazione che porta il nome dell’architetto con la quale il Comune ha firmato un protocollo d’intesa, il teatro cambierà pelle e ospiterà innanzitutto una grande biblioteca musicale.
La biblioteca musicale. Il nuovo Michelucci è stato presentato lunedì in una sala del teatro durante la giornata di lancio dell’Iti, l’agenda urbana, che prevede tanti altri interventi lungo tutta la sponda sud. Grande spazio è stato dedicato alla biblioteca musicale internazionale che nascerà all’interno del teatro, dove saranno raccolti opere musicali, testi di letteratura musicale, dizionari e dischi di ogni genere, con uno sguardo particolare rivolto alla musica sarda. In programma anche servizi di lettura e ascolto, di prestito e di assistenza, con tanto di postazioni per l’accesso a internet e alle banche dati. Insomma, un grande polo di aggregazione dedicato a tutti, studiosi e appassionati. Naturalmente saranno organizzate delle iniziative per la divulgazione della cultura musicale.
La scuola e il teatro. Ad avere un ruolo chiave, nella nuova vita del teatro arena Michelucci, sarà il liceo artistico De André, che dista poche centinaia di metri. Un liceo che quest’anno ha anche attivato l’indirizzo musicale. La biblioteca, dunque, supporterà le attività didattiche della scuola. Inoltre il De André utilizzerà gli spazi del Michelucci per i suoi laboratori di italiano e scrittura creativa, di disegno, di danza e di teatro. «La nostra è una scuola periferica, scomoda, difficile da raggiungere. Ma grazie al progetto dell’Iti la nostra condizione si è trasformata in una grande opportunità», ha ben spiegato Emanuela Lutzu, professoressa del De André.
La zona esterna. Anche la zona che circonda il Michelucci cambierà pelle. Nasceranno delle aree verdi e sarà migliorata via Cesare Pavese, la strada che, tra l’altro, collega il teatro con il De André. Con l’utilizzo della tecnologia si cercherà inoltre di proteggere la struttura dal vandalismo, fenomeno che negli anni ha più volte preso di mira il teatro Michelucci.
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