Dalla crisi da 100 milioni di euro fino all’acquisto del Qatar
La crisi di Meridiana Fly del gennaio 2013 iniziò quando la società Adr- Aeroporti di Roma, controllata dalla famiglia Benetton, presentò un decreto ingiuntivo in base al quale un giudice aveva...
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La crisi di Meridiana Fly del gennaio 2013 iniziò quando la società Adr- Aeroporti di Roma, controllata dalla famiglia Benetton, presentò un decreto ingiuntivo in base al quale un giudice aveva stabilito di pignorare un aereo della compagnia nell’aeroporto di Firenze, mentre altri 5 aeromobili rischiavano di fare la stessa fine. Uno scenario terribile, da crack dei voli. L’Aga Khan aveva evitato il default con un bonifico da 500 mila euro ad Adr e gli altri aerei, seppure con grossi ritardi, erano potuti decollare. Meridiana fly aveva una consistente situazione debitoria. Secondo i dati al 30 novembre dell’anno precedente i debiti scaduti verso fornitori terzi erano pari a 69,2 milioni (99,2 milioni comprese le altre società del gruppo, fra cui Air Italy). Un’esposizione cresciuta mese dopo mese. Nell’agosto del 2011 i debiti erano scesi a 52,3 milioni. Poi l’indice era schizzato all’insù. Risultato: un aereo (un Airbus 319) era stato bloccato a Firenze. Quanto accaduto a Firenze aveva fatto inevitabilmente intervenire l’ente che controlla i voli. L’Enac aveva sospeso la licenza di volo di Meridiana fly e gliene aveva concesso una provvisoria. «È un provvedimento previsto dalla normativa europea – spiegava all’epoca la compagnia aerea in una nota - per i vettori che, a fronte di difficoltà finanziarie, presentino un piano realistico di ristrutturazione aziendale, piano già messo a disposizione dell’Enac». Il Codacons aveva presentato ricorso. (g.d.m.)
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