Discarica sotto casa: un esposto in Procura
Luogosanto, gli abitanti di Lu Cioncu hanno già vinto la causa al Tar contro il Comune e la Regione
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LUOGOSANTO. Da area verde a zona di smaltimento rifiuti e compostaggio. Il tutto in una località destinata alle attività produttive, Lu Cioncu, già inquinata dagli scarti di lavorazione di diverse aziende di lapidei che, alla loro chiusura, hanno lasciato sul greto di un fiumiciattolo un gigantesco deposito di inerti pericolosi sui quali si affacciano decine di case di residenti della attigua lottizzazione. I quali residenti, forti di una sentenza del Tar regionale che dichiara la zona non adatta alla destinazione d’uso individuata dal comune di Luogosanto e dall’assessorato regionale all’Ambiente, dopo anni di rimpallo hanno messo mano alle carte bollate denunciando l’amministrazione comunale. Il delicatissimo caso ambientale, seguito dagli avvocati Antonio Secci e Michele Torre, che hanno seguito la parte amministrativa e ora stanno dedicandosi alla parte penale, prende avvio una decina di anni fa. Quando un gruppo di famiglie di Luogosanto, proprietarie di diversi lotti di terreno adiacenti a una sorta di zona artigianale, ottengono le licenze edilizie per realizzare case di civile abitazione la cui area circostante viene individuata dal Comune come area destinata a verde pubblico e parcheggi pubblici. Il tutto dopo aver imposto alle azienda di lapidei il ripristino dei luoghi, smaltendo nelle discariche autorizzate le montagne di rifiuti speciali che hanno lasciato sul posto con la chiusura delle loto attività. Nulla di fatto, con i ragazzini che continuano a giocare a pallone e correre a perdifiato su montagne di polveri di granito, vecchi depositi di solventi e altri scarti di lavorazione. Il pericolo per la salute pubblica è stato più volte segnalato dagli abitanti alla amministrazione comunale che, di recente, ha trovato la soluzione (contestata dai rappresentanti dell’opposizione, di trasformare quelle zone in aree di servizi generali dalla precedente area verde. “Servizi generali” che includono un’ isola ecologica per lo smaltimento dei rifiuti speciali e il compostaggio. L’opposizione dei diversi capo famiglia ha ottenuto, nei mesi scorsi, l’annullamento della delibera comunale e dell’assessorato all’ambiente della regione Sarda davanti al Tar regionale, dando ulteriore forza ai residenti che, dopo anni di attesa, si sono rivolti alla magistratura penale denunciando il caso alla magistratura. La vicenda è ora sul tavolo del sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Gianluigi Dettori. «Abbiamo dovuto far ricorso alla magistratura penale _ ha spiegato l’avvocato Antonio Secci _ considerato il totale disinteresse dell’amministrazione comunale per la salute pubblica di una parte dei loro amministrati».
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