Olbia, rivive su Facebook la stagione d’oro del maxi pub Ajoabì
Quattrocento metri quadri di puro divertimento: per poco più di 10 anni è stato il cuore pulsante della movida olbiese
OLBIA. Quattrocento metri quadri di puro divertimento. Il cuore pulsante della movida olbiese, per poco più di dieci anni, è stata anche una mega taverna con i mattoncini rossi e un lungo bancone di legno. Si trovava in una strada che oggi fa una certa fatica a uscire fuori dal dimenticatoio: via De Filippi, nel centro storico della città. La birreria Ajoabi ha scritto una pagina importante della storia dei locali olbiesi. Dal 1995 al 2006 è stata frequentata da tantissimi giovani alle prese con le prime uscite notturne. Una epopea che ora rivive a colpi di fotografie in un gruppo Facebook creato da Leo De Turco, colui che fino all’ultimo aveva gestito l’Ajoabi.
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Un pub innovativo. Leo De Turco non è uno qualunque. Fin dagli anni Sessanta ha ideato e gestito alcuni dei locali più in voga in assoluto, dalla Tana del drago fino al Capricorno. Nel 1995, invece, l’idea di aprire una birreria, con alcuni soci. Le redini della gestione sono poi rimaste solo nelle sue mani. «È stato un fenomeno incredibile anche per me, che avevo già gestito numerosi locali - ricorda De Turco -. L’idea era quella di una pre-discoteca, di un locale arredato come le birrerie tedesche. Andò benissimo e i tempi migliori furono i primi anni Duemila. Un’esperienza unica, difficile da ripetere, un posto dove si respirava tanta allegria».
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L’Ajoabi era grande 400 metri quadrati, aveva un bancone di 18 metri e anche una sorta di soppalco. Centinaia di giovani, soprattutto il sabato sera, si accalcavano per cantare e ballare tra i tavolini. «Sì, la cosa più bella era l’atmosfera - continua Leo De Turco, che ha terminato l’avventura con l’Ajoabi nel 2006 -. Sicuramente è stato il locale più allegro che abbia mai gestito. I ragazzi erano tutti molto giovani, l’età media era 18 anni. Non abbiamo mai puntato sulla musica da discoteca, ma sulla musica da cantare». In tanti si sono alternati sul palco dell’Ajoabi: deejay noti e alle prime armi, band e piccole orchestre. Grande spazio era dedicato anche al cabaret. Gli stessi Pino e gli Anticorpi, prima di Zelig, erano ospiti fissi del locale. Inoltre venivano organizzate feste ed eventi a tema, come i party in maschera o il gioco del fermoposta.
Il gruppo Facebook. Il gestore dell’Ajoabi ha creato un gruppo Facebook intitolato «Ajoabi birreria-fans 1995-2006», dove ha pubblicato decine di foto del locale e dei suoi protagonisti. Un gruppo che ha un certo seguito. «Beh, è tanta la gente che si riconosce in foto - spiega Leo De Turco -. A quei tempi erano ragazzini, adesso molti di loro sono diventati genitori. Mi scrivono in molti, pure persone che venivano in vacanza a Olbia».
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