Traghetto per Bonifacio polemica sul nuovo bando
di Walkiria Baldinelli
Santa Teresa, imprenditori e autotrasportatori preoccupati per i tempi lunghi «Fino alla primavera costretti a lavorare senza sicurezza di poter viaggiare»
3 MINUTI DI LETTURA
SANTA TERESA. Imprenditori e autotrasportatori sardi sempre più infuriati. Non placa gli animi la buona notizia del bando internazionale da 1 milione 700mila euro con il quale la Regione garantirà nei prossimi due anni da ottobre ad aprile, in continuità territoriale, il collegamento marittimo tra Santa Teresa e Bonifacio. «Sino alla prossima primavera vivremo con l'incubo di viaggiare a singhiozzo su questa rotta – commentano dalla direzione commerciale della Ondulor, l'azienda di Oristano che da oltre 40 anni produce imballaggi in cartone ondulato e quasi ogni giorno fa la spola tra le due isole dirimpettaie -. Perché il Bastia non è un traghetto idoneo per affrontare le Bocche di Bonifacio, né di trasportare mezzi pesanti di altezza superiore a 3,80 metri. Viaggiamo con camion sotto la soglia consentita, con costi superiori. E soprattutto, non abbiamo quasi mai date certe su quando si può imbarcare e rientrare. Il mercato con la Corsica rappresenta il 10 per cento del nostro fatturato, cioè milioni di euro. Rischiamo di perdere il più grosso cliente che abbiamo sull'isola. Ma a rischio c'è anche il mercato dell'export del prossimo anno, perché se non consegniamo in tempo la merce le aziende corse si rivolgono ad altri. Anche se siamo in regime di libera concorrenza sui trasporti marittimi, la Regione, che finalmente ha preso in mano il problema, dovrebbe sollecitare la Moby a utilizzare una motonave idonea. Ne va del futuro di tutte le imprese sarde». Dicono grazie alla Regione per aver ascoltato il grido d'allarme anche gli imprenditori e gli autotrasportatori di Santa Teresa, ma allo stesso tempo sollecitano un intervento risolutivo per questi mesi autunnali e invernali. «È impossibile viaggiare in queste condizioni – dichiara il portavoce Nino Naseddu -. Ci costringono a sostenere aggravi di costi sui trasporti, che però a causa dei ritardi nella consegna delle merci, non dovuti agli stop legati al maltempo, comportano anche l'annullamento di ordini. Non solo non siamo più competitivi nel mercato corso, il rischio è di perdere le commesse. La nostra impresa ha un fatturato annuo con la Corsica tra il 15 e il 20 per cento. Un esempio concreto per far capire il disagio: forniamo piastrelle a un costruttore nella parte alta dell'isola, da lunedì i cantieri sono fermi perché non hanno ricevuto la merce. Questa volta a causa del maltempo il traghetto non ha viaggiato per quattro giorni di fila, è rimasto ormeggiato nel porto di Santa Teresa, ma nelle settimane precedenti il servizio non è stato regolare anche a causa delle continue avarie al Giraglia, l'altro traghetto della Moby finito in cantiere sino a marzo prossimo. Quindi, invitiamo la Regione a intercedere con la compagnia di navigazione affinché sostituisca il Bastia con un mezzo idoneo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
