La buona scuola? I sindacati scelgono l’istituto Amsicora
«Privilegia l’accoglienza, l’integrazione e la partecipazione È stata capace di reagire ai danni causati dall’alluvione»
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OLBIA. La buona scuola passa per esperienze didattiche ispirate alla "Barbiana" di don Lorenzo Milani, negli anni Cinquanta. Ne sono convinte le organizzazioni sindacali della Gallura che, con la manifestazione nazionale “100 scuole 100 appuntamenti”, in programma oggi, hanno individuato come scuola simbolo del territorio l'istitiuto professionale Amsicora di Olbia.
A suo modo, l’Amsicora è una scuola speciale, che privilegia l'accoglienza e l'integrazione. Oggi su 600 alunni, 68 sono portatori di handicap, due sono alunni rom, alcuni alunni sono rifugiati. In più un numero molto alto di stranieri, segno che la scuola, con i suoi processi inclusivi è diventata un luogo accogliente di apprendimento. L’Amsicora è anche la scuola che è riuscita a superare i danni e la devastazione del 18 novembre 2013, la notte dell’alluvione. In quell’occasione, grazie alla forza e determinazione di tutto il personale e degli alunni, in poco tempo è stata in grado di ricominciare le lezioni dimostrando di possedere quel senso d’ identità che permette di lavorare assieme per raggiungere il bene comune. «Questa è la buona scuola che vogliamo e per cui lavoriamo ogni giorno – dicono i rappresentanti del settore scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals – a 70 anni dalla pubblicazione della Costituzione, a 50 anni dalla morte di Don Milani, a 4 anni dall’alluvione. Ribadiamo che la scuola e l'istruzione sono un diritto di tutti, perché è vero che la scuola è aperta a tutti ma non deve essere aperta a tutto. Basta con chi la offende, la impoverisce, la bistratta, l’annienta; perché la scuola pubblica è l’ultimo baluardo della presenza dello Stato sul territorio, il più forte esempio di accoglienza e integrazione senza pregiudizi. La scuola che, come comunità educativa attraverso l’incontro con la cultura, i saperi, l’apprendimento e la pratica della cittadinanza attiva concorre a rimuovere gli ostacoli che impediscono la crescita e la realizzazione della persona come cittadino e lavoratore. La scuola e l’istruzione non possono essere costi, ma investimenti per costruire il futuro della nazione. È questo il messaggio che i sindacati vogliono portare anche fuori dalle scuole perché in occasione del rinnovo del contratto esso non sia solo visto come una rivendicazione salariale ma come un’occasione di confronto per una riorganizzazione del lavoro per il bene degli alunni.
A suo modo, l’Amsicora è una scuola speciale, che privilegia l'accoglienza e l'integrazione. Oggi su 600 alunni, 68 sono portatori di handicap, due sono alunni rom, alcuni alunni sono rifugiati. In più un numero molto alto di stranieri, segno che la scuola, con i suoi processi inclusivi è diventata un luogo accogliente di apprendimento. L’Amsicora è anche la scuola che è riuscita a superare i danni e la devastazione del 18 novembre 2013, la notte dell’alluvione. In quell’occasione, grazie alla forza e determinazione di tutto il personale e degli alunni, in poco tempo è stata in grado di ricominciare le lezioni dimostrando di possedere quel senso d’ identità che permette di lavorare assieme per raggiungere il bene comune. «Questa è la buona scuola che vogliamo e per cui lavoriamo ogni giorno – dicono i rappresentanti del settore scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals – a 70 anni dalla pubblicazione della Costituzione, a 50 anni dalla morte di Don Milani, a 4 anni dall’alluvione. Ribadiamo che la scuola e l'istruzione sono un diritto di tutti, perché è vero che la scuola è aperta a tutti ma non deve essere aperta a tutto. Basta con chi la offende, la impoverisce, la bistratta, l’annienta; perché la scuola pubblica è l’ultimo baluardo della presenza dello Stato sul territorio, il più forte esempio di accoglienza e integrazione senza pregiudizi. La scuola che, come comunità educativa attraverso l’incontro con la cultura, i saperi, l’apprendimento e la pratica della cittadinanza attiva concorre a rimuovere gli ostacoli che impediscono la crescita e la realizzazione della persona come cittadino e lavoratore. La scuola e l’istruzione non possono essere costi, ma investimenti per costruire il futuro della nazione. È questo il messaggio che i sindacati vogliono portare anche fuori dalle scuole perché in occasione del rinnovo del contratto esso non sia solo visto come una rivendicazione salariale ma come un’occasione di confronto per una riorganizzazione del lavoro per il bene degli alunni.
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