Nelle aree ad alto rischio no ad ampliamenti e al Piano casa
Dopo l’alluvione del 2013 la città è stata divisa in zone. E a ognuna è stato attribuito un livello di rischio con numeri che vanno da 1 a 4. Quattro è il massimo, quello in cui sono possibili la...
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Dopo l’alluvione del 2013 la città è stata divisa in zone. E a ognuna è stato attribuito un livello di rischio con numeri che vanno da 1 a 4. Quattro è il massimo, quello in cui sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni pesanti a edifici e infrastrutture. Insomma una zona rossa nella quale, il pericolo inondazione è elevato e dal punto di vista edilizio, non è consentito fare nulla. Vietati gli ampliamenti, il Piano casa, il cambio di destinazione d’uso. Passando attraverso il livello 3 e 2 si arriva al al rischio 1: rischio moderato con danni marginali.
Molti cittadini si stupiscono che alcune vie siano state inserite nella zona rossa ad alto rischio anche se nel 2013 e nel 2015 non sono state raggiunte dall’acqua. Scelte dettate dall’esigenza di tutelare il più possibile la popolazione da fenomeni difficili da prevedere e quantificare. Ma anche perché dietro ogni autorizzazione o licenza edilizia esistono dei tecnici chiamati, in caso di danni a persone e cose, a risponderne penalmente in prima persona.
Molti cittadini si stupiscono che alcune vie siano state inserite nella zona rossa ad alto rischio anche se nel 2013 e nel 2015 non sono state raggiunte dall’acqua. Scelte dettate dall’esigenza di tutelare il più possibile la popolazione da fenomeni difficili da prevedere e quantificare. Ma anche perché dietro ogni autorizzazione o licenza edilizia esistono dei tecnici chiamati, in caso di danni a persone e cose, a risponderne penalmente in prima persona.
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