La Nuova Sardegna

Olbia

Aggressione in via Roma “Lupin”assolto in appello

di Tiziana Simula
Aggressione in via Roma “Lupin”assolto in appello

Alberto Scano era stato condannato in primo e secondo grado a 11 anni e 8 mesi Accusa: concorso in tentato omicidio. La Cassazione aveva annullato le sentenze

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OLBIA. Condannato in primo e secondo grado a 11 anni e 8 mesi per concorso in tentato omicidio, Alberto Andrea Scano, noto in Gallura e alle forze dell’ordine come “Arsenio Lupin”, è stato assolto dalla Corte d’Appello di Cagliari dopo che la Cassazione, a cui il suo difensore aveva presentato ricorso, aveva annullato per vizio di motivazione la duplice sentenza di condanna. L’udienza si è svolta ieri, e a chiedere l’assoluzione dell’imputato è stato lo stesso procuratore generale. Alberto Andrea Scano è stato assolto “per non aver commesso il fatto”

“Arsenio Lupin” (chiamato così per la sua abilità nei furti), era finito a giudizio per concorso in tentato omicidio per un fatto accaduto nell’agosto 2010, quando un 40enne di Roma, Massimiliano Mora, venne ferito con un taglierino al fianco e al petto da Gianluigi Congiu che viaggiava in macchina insieme ad Alberto Scano. L’aggressione era avvenuta in via Roma. L’accusa contestava ad “Arsenio Lupin”, di aver colpito Massimiliano Mora con dei pugni. Scano era stato condannato a 11 anni e 8 mesi in primo grado, sentenza confermata anche in Appello.

Il suo difensore, l’avvocato Fabio Varone, aveva presentato ricorso in Cassazione. Che aveva annullato per vizio di motivazione la duplice sentenza di condanna, rinviando gli atti alla Corte d’Appello di Cagliari. La Cassazione ha ritenuto che la motivazione di entrambe le sentenze fosse insufficiente relativamente alle prove sulla partecipazione di Scano nel tentato omicidio.

Ieri la svolta positiva della vicenda giudiziaria che ha attraversato tutti i gradi di giudizio. La Corte d’Appello ha assolto Alberto Andrea Scano per non aver commesso il fatto accogliendo non solo la richiesta del suo difensore, ma anche della stessa procura generale.

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