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Olbia

Arru: la neonatologia è prevista non c’è il rischio di perderla

dI Stefania Puorro
Arru: la neonatologia è prevista non c’è il rischio di perderla

L’assessore regionale della Sanità: «L’Ats ha approvato l’atto aziendale prima della riforma» E Meloni (Pd) annuncia un’interrogazione: «Il documento dell’azienda unica diventi carta straccia»

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OLBIA. «La neonatologia, a Olbia, non è a rischio: i posti letto sono previsti nella riforma della rete ospedaliera e l’atto aziendale dell’Ats è stato approvato prima. Quindi, daremo le indicazioni attuative all’azienda unica alla luce della stessa riforma».

L’assessore della Sanità Luigi Arru interviene dopo le notizie sulla cancellazione della neonatologia al Giovanni Paolo II dai documenti dell’azienda unica: l’atto aziendale, appunto, e il “documento provvisorio di dimensionamento dei medici” che, invece, è successivo alla riforma: Fulvio Moirano, direttore generale dell’Ats, lo ha presentato due settimane fa a tutte le forze sindacali ed è anche legata a questo, probabilmente, la sua risposta ufficiale di sabato scorso. Ovvero: “Olbia non ha i numeri per avere la neonatologia”. L’assessore, Arru, però, cerca di placare le polemiche e fa intendere che l’Ats dovrà correggere gli errori.

Proprio su questo, il consigliere regionale del Pd Giuseppe Meloni ha già fatto sapere che presenterà nei prossimi giorni un’interrogazione urgente. «Perché è necessario che i documenti dell’Ats debbano essere considerati carta straccia - dice Meloni -. Mi chiedo che cosa stia combinando Moirano: la rete sanitaria prevede l’istituzione della neonatologia a Olbia e lui non può farla sparire».

Proprio le carte dell’Ats sono finite sotto accusa. Soprattutto il “documento provvisorio di dimensionamento dei medici” nel quale, oltre alla neonatologia, non compare neppure il nido. Inevitabile la reazione dei consiglieri regionali galluresi che hanno parlato di “taglio mortale e di nuovo attacco alla sanità gallurese”. Ma la protesta si è fatta ancora più dura nel momento in cui ha parlato Moirano sostenendo che «la neonatologia non può essere assegnata a Olbia perché per ottenerla si devono avere dai 600mila al milione e 200mila abitanti».

Parole che hanno fatto gridare allo scandalo, in Gallura. Per più ragioni. La prima: la neonatologia è stata sì inserita nella riforma sanitaria ma è prevista anche dall’accordo Stato Regione del 2016 e dal Decreto ministeriale 70 dello stesso anno (che prende in considerazione gli standard). E quindi: “la neonatologia deve funzionare in tutti i punti nascita che restano aperti e che registrano almeno 1000 parti l’anno con una tolleranza del 25 per cento”.

In base ai numeri, però, ci sarebbero altri aspetti cofusi: è prevista per Cagliari, all’interno della Assl, una unità complessa di neonatologia nonostante ci sia già una terapia intensiva neonatale nell’azienda dipartimentale universitaria. In questo caso, allora, in base a quanto detto dall’Ats, servirebbero milioni di abitanti per tenerle aperte entrambe. Di più. Nella stessa rete ospedaliera viene assegnata una struttura semplice dipartimentale sia a Cagliari che a Nuoro. Ma a Olbia no.

Infine la Tin, assegnata nella rete solo a Nuoro con cinque posti letto, nonostante i suoi numeri siano inferiori a Olbia. «Ma la realtà non è questa - prosegue l’assessore Arru -: la Terapia Intensiva neonatale non viene data a Nuoro, ma si mantiene quanto esiste già da quindici anni, riconoscendo una realtà consolidata e operativa. Con l'Areus a regime (l’azienda che governa tutta la rete di urgenza ed emergenza della Sardegna), si definirà meglio l'organizzazione con il coordinamento Stam (Sistema di trasporto materno assistito) e Sten (sistema di trasporto in emergenza del neonato)».

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