Più di centomila fiori nelle vie del centro storico
di Angelo Mavuli
Saranno di colore rosso e bianco e vestiranno di Natale il cuore cittadino A curare gli addobbi l’associazione “ColorArt”“ con il suo esercito di volontari
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TEMPIO. Tempio si prepara quest’anno a vivere già nei suoi addobbi natalizi un Natale davvero speciale. Pieno di gioia, allegria ed acquisti, senza perdere però lo spirito di una festa che ricorda per i credenti in Cristo, la nascita di Gesù. « Il tema degli addobbi di quest'anno - spiega Manuel Marotto, presidente dell’associazione ColorArt che sta curando con un centinaio di volontari la creazione degli originali addobbi - è “Come un virgulto sul tronco di Jesse”. Un motivo frequente nell'arte cristiana tra l'XI e il XV secolo che rappresenta la schematizzazione dell'albero genealogico di Gesù a partire da Jesse o Lesse, padre del re Davide figura di particolare importanza nelle tre religioni abramitiche, l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam. A significare che la speranza può rinverdire anche da un tronco che sembrava non germogliare più. Il germoglio sul tronco di Jesse - prosegue Marotto -, sarà quindi rappresentato da un fiume di centomila fiori rossi e bianchi che si dipana dalla Cattedrale lungo le vie cittadine per dare nuova vita ai tronchi riarsi che saranno parte integrante dell’addobbo».
L’associazione ColorArt, artefice dell'intero progetto, ha creato artigianalmente, con centinaia di ore di lavoro soprattutto notturno, l'elemento decorativo principale, il fiore, con l'utilizzo di polilaminato di alluminio e pvc e fil di ferro colorato, materiali solitamente utilizzati per la produzione di capsule per vini, recuperati presso aziende locali. Centomila fiori, bianchi e rossi, colore natalizio per eccellenza che invaderanno la città.
«L'utilizzo di materiali non utilizzabili per lo scopo nominale, ed altrimenti non facilmente recuperabili o riciclabili -, spiega ancora Manuel Marotto, di professione ingegnere ma da qualche anno a questa parte dedito anche all’allestimento di particolari creazioni in occasione del Natale o di altri eventi come la festa patronale -, conferisce all'intero lavoro un indiscutibile carattere di eco sostenibilità. L’altro elemento decorativo essenziale, spiega, saranno i ceppi secchi delle alberature sommerse nell'invaso del fiume Liscia, utili a rappresentare il tema dell’albero secco davidico che attende la fioritura. L'utilizzo di tali elementi, dall'impatto scenografico notevole, abbinato agli olivastri ormai completamente privi di vita reperiti nel medesimo sito, determina la massima sostenibilità ambientale del progetto evitando il taglio di conifere sempreverdi come pini ed abeti, usuale in questo periodo». Merito infine agli artefici. «L’enorme manodopera garantita sin dal mese di ottobre con ritmi al limite del possibile dalla Associazione ColorArt - conclude Marotto -, porteranno, anche con l'aiuto di diverse aziende e dei fidali del 73, a illuminare la Notte delle notti non più con un pacchetto preconfezionato, ma con la costruzione di una “Città presepe” nel granito della nostra storia».
L’associazione ColorArt, artefice dell'intero progetto, ha creato artigianalmente, con centinaia di ore di lavoro soprattutto notturno, l'elemento decorativo principale, il fiore, con l'utilizzo di polilaminato di alluminio e pvc e fil di ferro colorato, materiali solitamente utilizzati per la produzione di capsule per vini, recuperati presso aziende locali. Centomila fiori, bianchi e rossi, colore natalizio per eccellenza che invaderanno la città.
«L'utilizzo di materiali non utilizzabili per lo scopo nominale, ed altrimenti non facilmente recuperabili o riciclabili -, spiega ancora Manuel Marotto, di professione ingegnere ma da qualche anno a questa parte dedito anche all’allestimento di particolari creazioni in occasione del Natale o di altri eventi come la festa patronale -, conferisce all'intero lavoro un indiscutibile carattere di eco sostenibilità. L’altro elemento decorativo essenziale, spiega, saranno i ceppi secchi delle alberature sommerse nell'invaso del fiume Liscia, utili a rappresentare il tema dell’albero secco davidico che attende la fioritura. L'utilizzo di tali elementi, dall'impatto scenografico notevole, abbinato agli olivastri ormai completamente privi di vita reperiti nel medesimo sito, determina la massima sostenibilità ambientale del progetto evitando il taglio di conifere sempreverdi come pini ed abeti, usuale in questo periodo». Merito infine agli artefici. «L’enorme manodopera garantita sin dal mese di ottobre con ritmi al limite del possibile dalla Associazione ColorArt - conclude Marotto -, porteranno, anche con l'aiuto di diverse aziende e dei fidali del 73, a illuminare la Notte delle notti non più con un pacchetto preconfezionato, ma con la costruzione di una “Città presepe” nel granito della nostra storia».
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