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Olbia

la segnalazione dei cittadini 

Proteste per gli slogan fascisti nella scuola

Proteste per gli slogan fascisti nella scuola

TEMPIO. C’è chi sostiene di averle viste da tempo e chi invece dichiara apertamente di non averci mai fatto tanto caso. Forse perché qualcosa di simile si può leggere in tanti altri luoghi o perché...

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TEMPIO. C’è chi sostiene di averle viste da tempo e chi invece dichiara apertamente di non averci mai fatto tanto caso. Forse perché qualcosa di simile si può leggere in tanti altri luoghi o perché alla loro presenza ci si è ormai abituati. Le parole inneggianti al fascismo che qualcuno ha scritto sui muri della facciata della scuola elementare di San Giuseppe non sono però passate del tutto inosservate. Non è ben chiaro a quando risalgano. Sicuramente ad un periodo precedente l’installazione delle telecamere di sorveglianza che sono state montate ai lati dell’ingresso della scuola. Sarebbe altrimenti facile risalire all’identità di chi, munito di tinta e pennello o di una più comoda bomboletta spray, ha sporcato i muri della scuola. L’amarezza di chi ha denunciato il fatto è che le scritte filofasciste non si trovano in un luogo qualunque. Se scritte come “Boia chi molla” o “Viva il Duce” possono, non tanto a torto, somigliare a certi slogan da stadio, è anche vero che potrebbero presentare gli estremi per una contestazione di reato come l’apologia di fascismo. Ai cittadini che hanno segnalato il caso interessa forse di più che le scritte vengano almeno cancellate. Ciò non escluderà che non ne appaiano di nuove in altre parti della città, ma così verrebbe risparmiata la scuola. Le scritte si mostrano alla vista non solo dei genitori e dei bambini che frequentano la primaria di San Giuseppe, ma anche ai tanti abitanti del quartiere che transitano in quell’area per recarsi in chiesa. Due leggi del ’53 e dell’82 (Scelba e Mancino) dicono chiaramente che sono suscettibili di condanna i gesti e gli slogan legati al nazifascismo. Si parla di condanna e non di semplice riprovazione morale per un reato per il quale sono previste sanzioni non leggere. (g.pu.)

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