La Nuova Sardegna

Olbia

Il carcere nel degrado: acqua sporca e celle fredde

di Angelo Mavuli

Sono ancora irrisolte le gravi emergenze della casa circondariale di Nuchis I sindacati: condutture rotte, riscaldamento in tilt e detenuti colpiti da dermatiti

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TEMPIO. Torre faro spenta da un anno. Acqua giallastra e puzzolente dai rubinetti, condutture che scoppiano improvvisamente con conseguenti allagamenti. Sezioni prive di acqua calda e riscaldamento, detenuti colpiti da dermatiti da contatto con acqua contaminata. Questa in estrema sintesi la situazione, più volte denunciata da tutte le sigle sindacali della polizia penitenziaria del Paolo Pittalis, carcere di alta sicurezza di Nuchis che, stando ad alcune voci provenienti da ambito sindacale, potrebbe portare a un temporaneo e drastico ridimensionamento della struttura che ha necessità evidentemente di essere restaurata dopo appena 5 anni dalla sua inaugurazione, avvenuta il 27 novembre del 2012. Alla più volte denunciata problematica strutturale del “modernissimo” edificio, fa fronte anche una perdurante grave carenza di organico del personale. Sottodimensionato, sottoposto a turni di lavoro massacranti a discapito della salute e della sicurezza, carente delle figure apicali ed utilizzato anche in molteplici incarichi, in spregio, alcune volte, alle loro stesse qualifiche.

«In entrambi i casi - afferma Alessandro Cara, segretario regionale dell’Uspp, Unione sindacale polizia penitenziaria -, si tratta di situazioni gravissime al limite della sopportabilità nell’indifferenza dell’amministrazione penitenziaria, dalla quale non si riesce ad avere alcuna risposta». Alessandro Cara lamenta che sono rimaste inascoltate decine e decine di lettere, segnalazioni e lamentele, così come anche la manifestazione pubblica inscenata, qualche tempo fa, di fronte al tribunale di Tempio con la partecipazione di tutte le sigle sindacali. «Una sorta di muro di gomma - aggiunge Gianfranco Falferi, segretario zonale dell’Uspp - contro cui tutto rimbalza. Siamo abbandonati a noi stessi». Dai due infine, si esprime la speranza che qualcosa possa smuoversi, almeno per i problemi idrici sanitari, con l’intervento della magistratura. «Abbiamo appreso dalla stampa - dicono -, che il procuratore di Tempio Gian Luigi Dettori ha rinviato a giudizio diverse persone per la vicenda legata ai lavori. Speriamo si faccia piena luce».

A margine di questo stato di cose, un disservizio al limite dell’assurdo che sta suscitando le irate lamentele degli abitanti di Nuchis, espresse tramite Aurora Careddu, delegata comunale per le frazioni. Da oltre un anno gli abitanti attendono che la rotatoria del carcere a ridosso del paese, (di spettanza dell’amministrazione carceraria), venga nuovamente illuminata. «Tutte le richieste finora inoltrate - afferma la delegata -, sono cadute nel nulla». «Eppure - spiega l’assessore Francesco Quargnenti -, alla Direzione abbiamo messo a disposizione il nostro personale e anche le stesse lampade. Devono solo abbassare l’apparato illuminante della torre faro premendo un pulsante dal carcere. Finora la cosa si è rivelata impossibile a farsi».

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