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Domani l’Officina dei ragazzi ospita il progetto Andala noa

TEMPIO. Lo si dice e sempre più lo si crede: il cibo è un rivelatore di ciò che siamo, perché, in fondo, pensandoci bene, ognuno di noi è ciò che mangia. Niente di meglio, perciò, di un “viaggio...

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TEMPIO. Lo si dice e sempre più lo si crede: il cibo è un rivelatore di ciò che siamo, perché, in fondo, pensandoci bene, ognuno di noi è ciò che mangia. Niente di meglio, perciò, di un “viaggio multisensoriale” per andare alla scoperta delle culture migranti. Detta così, sembra una proposta impossibile o un’idea troppo complicata per essere messa sul serio in pratica. Si tratta, invece, di un progetto di Moviment’Arti e dell’associazione culturale “Andala noa” che, per il 21 dicembre (alle 18,30 all’Officina dei ragazzi), hanno deciso di dare vita ad un interessante esperimento. Protagonisti saranno alcuni giovani migranti che vivono nel territorio. L’incontro avrà come tema il Gambia. Più che un tema, sarà una regione da scoprire, un pezzo di Africa di cui si sente raramente parlare. A parlarne saranno proprio alcuni giovani africani che useranno, per il loro racconto, uno dei canali comunicativi da sempre più efficaci: la tradizione culinaria della regione da cui provengono e di cui vorrebbero provare a raccontare l’impasto di sapori, colori e profumi che solo un “viaggio multisensoriale” saprebbe fare. Si scoprirà che la cucina sa essere effettivamente un formidabile strumento di conoscenza, oltre che un’occasione per favorire l’integrazione. (g.pu.)

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