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Geseco, minoranza perplessa: «Qualità dei servizi a rischio»

Geseco, minoranza perplessa: «Qualità dei servizi a rischio»

ARZACHENA. Le minoranze sposano la proposta di rinnovare i servizi alla Geseco sino al dicembre 2022, cioè oltre alla scadenza naturale del mandato. Votano sì alla gestione diretta dei settori...

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ARZACHENA. Le minoranze sposano la proposta di rinnovare i servizi alla Geseco sino al dicembre 2022, cioè oltre alla scadenza naturale del mandato. Votano sì alla gestione diretta dei settori preposti – esternalizzati il bar di Capriccioli e dell'auditorium – ma con alcune riserve. «Amministrare in modo responsabile significa ragionare anche sui numeri – dichiara la capogruppo Maria Giagoni, Nuova Arzachena –. Per alcuni settori era necessaria una verifica di coerenza economica più approfondita sull'offerta della municipalizzata. Come per l’assistenza domiciliare, i servizi sono assegnati a un costo nettamente inferiore rispetto all'offerta iniziale, calcolati sulla base del costo proposto da privati attraverso un'indagine di mercato. Ma nelle relazioni non viene spiegato come Geseco potrà garantire lo stesso standard qualitativo e anche il pareggio economico, venendole a mancare consistenti risorse». Incalza il capogruppo di Arzachena bene comune, Gigi Astore: «La maggioranza ha imposto alla municipalizzata ribassi anche per attività preventivate dalla stessa a costi più alti. Viste le criticità emerse negli anni serviva un’analisi più approfondita. Ho detto sì al mantenimento dei servizi perché ho a cuore le sorti di una società che ho contribuito a costituire nel 2004. Ma dalle analisi fatte le risorse destinate ad alcuni comparti sono insufficienti». Per le minoranze prima di rinnovare i servizi era necessario nominare il direttore. «Un manager a tempo pieno avrebbe valutato l'iter di affidamento nell’interesse generale – commenta Giagoni –, per mantenere il giusto equilibrio tra qualità e costo dei servizi. Tutti vogliamo valorizzare la società che dà lavoro a oltre cento dipendenti, ma serve più chiarezza. Per la gestione del museo non sono previsti corrispettivi, il costo del personale dovrà autofinanziarsi, ma sarà difficile visto che la struttura è chiusa da mesi e non si sa quando riaprirà. È stato investito poco anche negli infopoint. Il sindaco parla di formazione del personale, ma assegna risorse risicate che copriranno a stento il costo degli stipendi». (w.b.)

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