Ristoratore pestato dai familiari: 4 a processo per lesioni gravi
Prima udienza in tribunale per la spedizione punitiva di cinque anni fa contro Filiberto Ventroni Figli e figliastri non avevano mai accettato la sua relazione sentimentale con un’altra donna
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OLBIA. Si è aperto ieri in tribunale a Tempio il processo per il pestaggio di Filiberto Ventroni, noto ristoratore olbiese 58enne, aggredito e picchiato violentemente cinque anni fa al Rosso Toro, ristorante nella zona industriale di Olbia. Imputati di lesioni gravi e danneggiamento sono i figliastri di Ventroni (Alessandro Azara di 39 anni, Alice Azara di 35 anni e suo marito Gian Luca Siddi di 40 anni). Imputato anche un figlio di Ventroni che, all’epoca dei fatti, era appena 15enne. Secondo l’accusa, il ristoratore era stato picchiato dai familiari che non avevano accettato la nuova storia d’amore dello stesso Ventroni dopo la separazione dalla moglie.
Ieri in udienza davanti al giudice Giuseppe Grotteria sono stati sentiti come testimoni i poliziotti che per primi intervennero nel ristorante dopo il pestaggio. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Pietro Carzedda (Gian Luca Siddi) e Alessandra Cocco (Alessandro e Alice Azara). Ventroni non si è costituito parte civile.
I fatti, che risalgono al 12 maggio 2012, a suo tempo avevano fatto enorme scalpore sia per la notorietà della vittima e sia per la violenza del pestaggio. Filiberto Ventroni quel giorno era al lavoro nel ristorante Rosso Toro quando, all’ora di pranzo davanti a decine di clienti, avevano fatto irruzione nel locali quattro persone. Esattamente erano due figliastri del ristoratore che la moglie aveva avuto da una precedente relazione, il genero e l’unico figlio di Ventroni, un ragazzo allora minorenne. I quattro prima avevano lanciato contro Ventroni piatti e bicchieri, poi erano passati alle botte, calci e pugni che avevano lasciato a terra il ristoratore. La moglie di Ventroni, Maria Domenica Maludrottu, aveva sostenuto che non era stata un’aggressione e che i figli si erano soltanto difesi. Filiberto Ventroni era stato soccorso e trasportato all’ospedale di Olbia dove era stato ricoverato con lesioni guaribili in mesi di cure. Dopo qualche giorno i suoi aggressori erano stati arrestati dalla polizia.
Ieri in udienza davanti al giudice Giuseppe Grotteria sono stati sentiti come testimoni i poliziotti che per primi intervennero nel ristorante dopo il pestaggio. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Pietro Carzedda (Gian Luca Siddi) e Alessandra Cocco (Alessandro e Alice Azara). Ventroni non si è costituito parte civile.
I fatti, che risalgono al 12 maggio 2012, a suo tempo avevano fatto enorme scalpore sia per la notorietà della vittima e sia per la violenza del pestaggio. Filiberto Ventroni quel giorno era al lavoro nel ristorante Rosso Toro quando, all’ora di pranzo davanti a decine di clienti, avevano fatto irruzione nel locali quattro persone. Esattamente erano due figliastri del ristoratore che la moglie aveva avuto da una precedente relazione, il genero e l’unico figlio di Ventroni, un ragazzo allora minorenne. I quattro prima avevano lanciato contro Ventroni piatti e bicchieri, poi erano passati alle botte, calci e pugni che avevano lasciato a terra il ristoratore. La moglie di Ventroni, Maria Domenica Maludrottu, aveva sostenuto che non era stata un’aggressione e che i figli si erano soltanto difesi. Filiberto Ventroni era stato soccorso e trasportato all’ospedale di Olbia dove era stato ricoverato con lesioni guaribili in mesi di cure. Dopo qualche giorno i suoi aggressori erano stati arrestati dalla polizia.
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