Capodanno a tavola la grande abbuffata ora si fa in ristorante
di Dario Budroni
Va sempre più di moda passare l’ultimo dell’anno fuori casa I prezzi variano in base al menù: la media è 60 euro a testa
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OLBIA. Il cenone in salotto o in cantina è una tradizione che forse mai tramonterà. Ma allo stesso tempo ha i suoi troppi effetti collaterali: casa sottosopra e ore da passare tra fornelli e pentole fumanti. Per questo sono sempre di più le persone che per l’abbuffata di fine anno optano per il cenone in ristorante. I locali della città non si fanno cogliere impreparati. Il prezzo varia a seconda del posto e dell’offerta, anche se è quasi impossibile trovare un menù al di sotto dei 45 euro a persona. La media si aggira attorno ai 60 euro. All’Essenza Bistrot dello chef Max Villani, che ha appena portato a casa il Piatto della guida Michelin, per un abbondante e sofisticato menù a base di pesce si spende 80 euro, bevande escluse. Anche la pizzeria Dadino, il regno della pizza napoletana, prepara il suo cenone di San Silvestro: stavolta niente morbida pizza, ma una raffica di piatti prelibati di terra e di mare per un totale di 60 euro a persona, vino in caraffa compreso. Si spende leggermente meno, 55 euro a testa, al ristorante By Night, che propone un gustoso e variegato menù a base di pesce, bevande e vino esclusi. Si rimane più o meno sulla stessa cifra al Frontemare: 60 euro per un lungo menù naturalmente a base di mare, vino incluso. Alla Lanterna, per un menù degustazione in salsa San Silvestro, si paga 45 euro, bevande a parte, mentre si torna a quota 80 euro al Dolceacqua, dove i piatti sono particolarmente curati e il vino è extra. Aperti anche alcuni ristoranti fuori città, come Lo Squalo a Pittulongu: 88 euro, vini compresi, più la musica dei Livexperience. Si difendono bene pure i ristoranti di cucina esotica, come il Wok Hu 168, dove si paga 58 euro e 90 centesimi, e lo Yoku, 78 euro più la musica di Tony e Jose. Infine c’è la via di mezzo, pensata per chi vuole cenare a casa ma che non ha voglia di cucinare: il catering. La rosticceria Da Enzo, per esempio, pure quest’anno darà da mangiare a centinaia di persone.
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