«Il Piano del Qatar è realistico, si basa sulle leggi esistenti»
Il cartello issato all’ingresso della città recita “Arzachena comune della Costa Smeralda”. Una scritta che ribadisce l’inevitabile legame tra il borgo delle stelle e Arzachena, terra madre da cui...
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Il cartello issato all’ingresso della città recita “Arzachena comune della Costa Smeralda”. Una scritta che ribadisce l’inevitabile legame tra il borgo delle stelle e Arzachena, terra madre da cui Porto Cervo dipende dal punto di vista amministrativo. Nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Sardegna Resort, Mario Ferraro, ha annunciato il piano di rilancio della Costa Smeralda. Un progetto concreto da 120 milioni di euro. Un piano di miglioramento dei quattro alberghi a cinque stelle che prevede il restyling e l’apertura di centri benessere e spa. Non nuovo cemento. «Attendiamo l’ufficialità delle proposte – dice il sindaco Roberto Ragnedda –. In linea generale apprezzo la concretezza del progetto. La normativa allo stato attuale è questa e al momento non consente di fare altro se non la riqualificazione dell’esistente. Non c’è bisogno di illudere un territorio che aspetta risposte da anni. Attendiamo la nuova legge urbanistica che dovrà sciogliere alcuni nodi. Con il Qatar c’è un rapporto di dialogo continuo. Noi siamo pronti ad accogliere le proposte che arriveranno dal Qatar come da altri investitori, purché rispondano alla nostra filosofia di sviluppo in cui urbanistica non è solo edilizia, ma è governo del territorio, valorizzazione dell’ambiente, servizi, strade, formazione, occupazione, ricadute reali sul territorio. Il libro dei sogni non ci appartiene. Non è giusto illudere i cittadini ma nemmeno un investitore».
Pianificazione e legge urbanistica sono inevitabilmente legati al piano urbanistico, ancora al palo ad Arzachena. Ma sulla grande impresa promessa da tutte le amministrazione e clamorosamente fallita, Ragnedda usa estrema cautela. «Abbiamo ereditato quello che tecnicamente si chiama stato di fatto, ossia la fotografia dell’attuale situazione in base agli strumenti urbanistici vigenti – afferma il primo cittadino –. Portiamo avanti la copianificazione con la Regione per l’adeguamento al Pps anche se questo è un momento di attesa. La legge urbanistica renderà più chiaro il quadro generale».
Pianificazione e legge urbanistica sono inevitabilmente legati al piano urbanistico, ancora al palo ad Arzachena. Ma sulla grande impresa promessa da tutte le amministrazione e clamorosamente fallita, Ragnedda usa estrema cautela. «Abbiamo ereditato quello che tecnicamente si chiama stato di fatto, ossia la fotografia dell’attuale situazione in base agli strumenti urbanistici vigenti – afferma il primo cittadino –. Portiamo avanti la copianificazione con la Regione per l’adeguamento al Pps anche se questo è un momento di attesa. La legge urbanistica renderà più chiaro il quadro generale».
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