Un’arma retorica: a confronto le strategie di leader come Renzi, Grillo e Salvini
Nell’introduzione della sua tesi, Daniele Mu parla di un’antipolitica diventata «un elemento costitutivo delle odierne democrazie occidentali. Non solo una parte significativa dell’elettorato esprime...
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Nell’introduzione della sua tesi, Daniele Mu parla di un’antipolitica diventata «un elemento costitutivo delle odierne democrazie occidentali. Non solo una parte significativa dell’elettorato esprime sentimenti di sfiducia, disillusione e ostilità nei confronti della classe politica e, più in generale, delle élite detentrici del potere; ma tali sentimenti sono spesso fatti propri e rilanciati dagli stessi esponenti della classe politica, che li utilizzano per consolidare o allargare il proprio consenso e per guadagnare un vantaggio competitivo sugli avversari. Tali argomentazioni sono impiegate tanto dalle forze di opposizion,quanto da leader e partiti al governo. Le prime, infatti, hanno gioco facile nel presentarsi come outsider e nel mobilitare il risentimento popolare nei confronti del cosiddetto establishment; i secondi, invece, vi fanno ricorso al fine di ottenere, rafforzare e ampliare il consenso del quale già godono, enfatizzando la loro presunta differenza rispetto alle élite al potere dalle quali, in ogni caso, sottolineano la loro estraneità e mostrandosi vicini ai cittadini che rappresentano». Mu spiega che si il suo lavoro «muove dall’ipotesi che l’antipolitica, intesa come modalità del linguaggio politico, rappresenti un elemento costante degli odierni regimi democratici occidentali, caratterizzati peraltro da un clima di permanent campaign. Di conseguenza, essa viene studiata a partire dalle strategie comunicative che i leader politici, di opposizione e di governo, adottano per perseguire i propri obiettivi. Per far ciò ho individuato alcune tra le personalità politiche che, negli ultimi anni, hanno inciso maggiormente sulla vita politica del Paese: Matteo Renzi, Beppe Grillo e Matteo Salvini. E così ho cercato di far emergere la componente antipolitica della narrazione proposta dai tre leader, evidenziando di volta in volta somiglianze e differenze dovute al contesto politico e sociale, al ruolo da essi ricoperto, alle diverse modalità comunicative impiegate, con particolare attenzione alla comunicazione dei media e all’interazione faccia a faccia».
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