Col rap di J-Ax in 20mila danno il benvenuto al 2018
di Serena Lullia
Grande performance del cantante milanese che inaugura il tour con la sua band Un’ora e un quarto di concerto senza pause e poi i fuochi d’artificio sul mare
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OLBIA. Lo “zio” del rap italiano trascina migliaia di spettatori nel 2018 con l’entusiasmo di un ragazzino. Un’ora e un quarto tutta d’un fiato. Perché in fondo che J-Ax sia nato per rappare non è solo il titolo di una delle sue canzoni. Il cantante milanese non ha bisogno di Fedez per far scatenare sotto il palco generazioni di fan. Uno sguardo al pubblico che si agita al molo Brin dà l’idea di come ragazzini di dieci anni urlino le stesse canzoni insieme a ventenni e quarantenni. J-Ax, all’anagrafe Alessandro Aleotti, 45 anni, sceglie la piazza del Capodanno olbiese per ripartire in tour da solo con la sua band. Un nuovo inizio dopo il successo di coppia con Fedez di “Comunisti col rolex”, sold out in tutte le date in giro per l’Italia. Il Comune si gode il pienone della notte di San Silvestro e grazie alla scelta dell’ex Articolo 31 si gode una visibilità nei tg nazionali.
Il fratello minore di J-Ax, Grido, ha il compito di scaldare il pubblico alle 22,30. Un paio di brani dal fortunato repertorio dei Gemelli diversi fino alle “Strade sbagliate”, che ha anticipato l’ album da solista “Segnali di fumo”. È Grido a introdurre sul palco J-Ax, arrivato una decina di minuti prima nel backstage a bordo di una Mercedes nera. Look elegante total black con l’immancabile cappello, J-Ax si prende subito il palco con “Il bello di esser brutti” per proseguire con “Immorale” e “Meglio prima”. Un grazie a Olbia, di cui ricorda il battesimo nel 2012 attribuendole la qualità di portafortuna. Poche parole per scaldare la platea, tra i 15 e i 20 mila secondo gli organizzatori, e via con un nuovo brano. «Perché le pause tra un brano e l’altro sono da fighetti e a noi non piacciano», commenta. In un’ora e un quarto J-Ax attraversa venti anni di carriera, concedendo qualche salto anche nel nostalgico repertorio degli Articolo 31, ma quello in versione più punk rock di “Domani smetto” e “Spirale ovale”. Spazio poi a “Deca dance” e “Rap’n roll” del 2009 per estrarre dal fortunato album “Il bello di esser brutti”: “Uno di quei giorni”, “Intro” “L’uomo col cappello” fino ai “Comunisti col rolex”, “Sconoscuti da una vita”, “Vorrei ma non posto”e “Piccole cose”. Gran finale con “Maria Salvador” e selfie su Instagram con il pubblico.
Intanto sul maxi schermo il count down si prepara a scandire la manciata di minuti che mancano alla mezzanotte. Sul palco sale anche il sindaco Settimo Nizzi che si gode la scelta azzeccata di J-Ax come artista del Capodanno. Il 2018 arriva sotto una pioggia di coriandoli dorati e argentati e i tappi di spumante che saltano verso il cielo. Con qualche minuto di ritardo parte lo spettacolo dei fuochi d’artificio sul mare. Magia di luci e colori che danzano a tempo di musica accendendo il cielo come la città non aveva mai visto. Un augurio scoppiettante per l’anno che verrà.
Il fratello minore di J-Ax, Grido, ha il compito di scaldare il pubblico alle 22,30. Un paio di brani dal fortunato repertorio dei Gemelli diversi fino alle “Strade sbagliate”, che ha anticipato l’ album da solista “Segnali di fumo”. È Grido a introdurre sul palco J-Ax, arrivato una decina di minuti prima nel backstage a bordo di una Mercedes nera. Look elegante total black con l’immancabile cappello, J-Ax si prende subito il palco con “Il bello di esser brutti” per proseguire con “Immorale” e “Meglio prima”. Un grazie a Olbia, di cui ricorda il battesimo nel 2012 attribuendole la qualità di portafortuna. Poche parole per scaldare la platea, tra i 15 e i 20 mila secondo gli organizzatori, e via con un nuovo brano. «Perché le pause tra un brano e l’altro sono da fighetti e a noi non piacciano», commenta. In un’ora e un quarto J-Ax attraversa venti anni di carriera, concedendo qualche salto anche nel nostalgico repertorio degli Articolo 31, ma quello in versione più punk rock di “Domani smetto” e “Spirale ovale”. Spazio poi a “Deca dance” e “Rap’n roll” del 2009 per estrarre dal fortunato album “Il bello di esser brutti”: “Uno di quei giorni”, “Intro” “L’uomo col cappello” fino ai “Comunisti col rolex”, “Sconoscuti da una vita”, “Vorrei ma non posto”e “Piccole cose”. Gran finale con “Maria Salvador” e selfie su Instagram con il pubblico.
Intanto sul maxi schermo il count down si prepara a scandire la manciata di minuti che mancano alla mezzanotte. Sul palco sale anche il sindaco Settimo Nizzi che si gode la scelta azzeccata di J-Ax come artista del Capodanno. Il 2018 arriva sotto una pioggia di coriandoli dorati e argentati e i tappi di spumante che saltano verso il cielo. Con qualche minuto di ritardo parte lo spettacolo dei fuochi d’artificio sul mare. Magia di luci e colori che danzano a tempo di musica accendendo il cielo come la città non aveva mai visto. Un augurio scoppiettante per l’anno che verrà.
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