L’ad Pippobello: «Adesso serve adeguare le infrastrutture»
Da una parte c’è la soddisfazione dei numeri, ma dall’altra c’è anche la questione infrastrutturale. «Il 2017 si chiude nel rispetto delle nostre previsioni e conferma la validità della strategia...
1 MINUTI DI LETTURA
Da una parte c’è la soddisfazione dei numeri, ma dall’altra c’è anche la questione infrastrutturale. «Il 2017 si chiude nel rispetto delle nostre previsioni e conferma la validità della strategia portata avanti dall’azienda: incremento dei flussi di traffico dai mercati con affinità al modello turistico del territorio, progressivo aumento dell’attività di volo nei periodi di media stagione e attivazione di collegamenti internazionali annuali – commenta Silvio Pippobello, amministratore delegato della Geasar –. Tuttavia l’aeroporto di Olbia rimane uno degli scali più importanti a livello nazionale sotto il profilo del traffico estivo, condizione che mette a dura prova le strutture e le infrastrutture preposte alla gestione delle operazioni aeroportuali». Nei mesi estivi, che da soli si mangiano più del 70 per cento del traffico annuale, l’aeroporto olbiese fa registrare gli stessi numeri di un aeroporto da oltre 5 milioni di passeggeri. I costi di gestione sono particolarmente alti, mentre i ricavi sono quelli di un aeroporto da 2 milioni e 800mila passeggeri. «Tutto questo conferma la necessità di implementazione del piano di adeguamento infrastrutturale previsto», conclude l’ad di Geasar Silvio Pippobello.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google