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Olbia

Giallo di Bados, sentite decine di persone

Giallo di Bados, sentite decine di persone

Dietro il suicidio dell’ex poliziotto gli affari della sua agenzia di vigilanza nelle ville di Porto Rotondo

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PORTO ROTONDO. Gli agenti del commissariato di polizia di Olbia in queste ore stanno sentendo decine di persone per far luce sul misterioso suicidio di Salvatore Sias, l’ex collega 55enne trovato privo di vita sabato mattina nella scogliera di Bados. Così ha disposto il procuratore di Tempio, Gianluigi Dettori, per nulla convinto da una vicenda tanto torbida da sembrare uscita da un noir americano degli anni Quaranta. Gli ingredienti ci sono tutti: un misterioso incendio la notte di Natale, un lungo rosario di minacce e intimidazioni anonime, infine il suicidio di Salvatore Sias con un colpo di pistola che sabato mattina ha squarciato il silenzio in un angolo della scogliera di Bados.

La Procura ha confermato di voler approfondire la vicenda passando la palla alla polizia, gli ex colleghi di Sias, che da ieri non si danno pace alla ricerca di chiunque o qualunque cosa possa contribuire a chiarire la vicenda. Si scava soprattutto sull’attività di Sias, titolare di una’agenzia di vigilanza privata che organizzava la security nelle ville di lusso a Porto Rotondo, soprattutto quelle appartenenti a magnati russi, che sul fronte della sicurezza non badano mai a spese. Un business ricco e che per questo fa gola a tante persone, soprattutto ex poliziotti o carabinieri.

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Nel campo della sicurezza privata Sias era entrato in società con un altro collega poliziotto (sospeso dal servizio dopo essere rimasto coinvolto in alcune vicende giudiziarie). Poi il litigio in società e la decisione di Sias di proseguire l’attività nell’agenzia da solo. Sempre nelle ville di Porto Rotondo, sempre quelle abitate dai russi. Nel frattempo erano cominciate le minacce e le intimidazioni. Sino al misterioso incendio di Natale che ha convinto i carabinieri e la Procura ad aprire gli occhi sulla polveriera pronta ad esplodere che è la vigilanza privata nelle ville miliardarie, a Porto Rotondo come in Costa Smeralda.

Così si è scoperto che l’incendio di Natale nella rimessa di una casa a Punta Volpe era doloso, provocato probabilmente per mettere in ombra e in difficoltà il “vigilante” Salvatore Sias, di fronte ai proprietari della casa da sorvegliare. Insomma, una serie di manovre più o meno oscure che potrebbero aver portato l’ex poliziotto all’esasperazione. E alla fine al suicidio. Non a caso, gli accertamenti disposti dal procuratore di Tempio mirano soprattutto a verificare se ci sono le condizioni per procedere con un’inchiesta formale per istigazione al suicidio. In questo caso sarebbe un epilogo clamoroso. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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